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Questo articolo è stato pubblicato il 12 dicembre 2011 alle ore 16:50.
L'ultima modifica è del 12 dicembre 2011 alle ore 18:17.
Bonino: sarebbe stata più utile una manifestazione per la crescita
«Sarebbe stata utile e responsabile una manifestazione con sciopero di tre ore per la crescita, non tanto per dire dei no». Lo ha detto Emma Bonino, intervistata oggi da Radio Radicale sulla iniziativa dei sindacati contro la Manovra del governo Monti. «La manovra si poteva migliorare, certamente, e certo per ragioni di equità spero ad esempio che la questione Ici della Chiesa vada presa in considerazione», ha spiegato la Bonino. «Ma chiunque oggi protesta, avrebbe potuto fare meglio quando era al governo, quando poteva decidere. Molte misure non faranno felici questo o quel settore, ma occorre riproporre una possibilità di crescita anche qualitativamente diversa. Mi pare che ci stiamo fermando ai no, atteggiamento poco utile», ha concluso la senatrice.
Di Pietro e Vendola dalla parte dei sindacati
Lo sciopero «è una buona notizia», dice però il presidente dell'IdV, Antonio Di Pietro. «Noi dell'Italia dei Valori - spiega - abbiamo partecipato, con la massima convinzione, alle varie mobilitazioni per lo sciopero, e siamo stati accolti ovunque con grande calore ed entusiasmo». «Ieri notte, nell'incontro con i sindacati, il governo Monti ha perso un'occasione importante per ritrovare quella sintonia con i cittadini che sta perdendo, non per il rigore della manovra ma per la sua iniquità - ha aggiunto Di Pietro - Possiamo solo sperare che capisca la situazione e faccia quello che gli italiani onesti si aspettano dal suo governo».
«Lo sciopero di oggi è un atto di responsabilità nei confronti del futuro del nostro Paese», commenta Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà. «Hanno ragione le organizzazioni sindacali: il carico va spostato dai ceti più deboli e mediobassi a quelli che non hanno mai pagato. Correggere l'impianto della manovra, togliendo tutte quelle misure che rendono iniquo il provvedimento e che devastano il sistema di welfare. Questo - conclude Vendola - deve fare il Parlamento e il governo Monti».
A Torino la Fiom manifesta anche contro la Fiat
Lo striscione «Per la libertà del lavoro» con il logo Fiat ha aperto il corteo della Fiom nel centro di Torino. Dietro sfilano migliaia di lavoratori metalmeccanici. Alte le adesioni secondo la Fiom, in tutte le fabbriche. «Abbiamo voluto dare un segno particolare alla presenza dei metalmeccanici - spiega il segretario generale della Fiom torinese, Federico Bellono - sia anticipando a oggi lo sciopero di otto ore previsto per il 16, sia con la manifestazione che sta riuscendo molto bene. Questo per dire che siamo contro la manovra e contro il tentativo Fiat di cancellare il contratto nazionale. È importante sottolineare questo proprio qui a Torino dove è probabile che nelle prossime ore si consumi uno strappo democratico nei confronti dei lavoratori».
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