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Questo articolo è stato pubblicato il 01 gennaio 2012 alle ore 15:28.

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Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napoliano è stato seguito da oltre 13 milioni di telespettatori. Un dato, leggermente superiore a quello dell'anno precedente, che conferma l'attenzione degli italiani per questo tradizionale appuntamento. Il capo dello Stato ha sottolineato  che non bisogna lasciarsi scoraggiare dalla crisi economica pur grave: i sacrifici non saranno inutili. Perchè «l'Italia può e deve farcela». A patto però che si doti di quelle riforme strutturali necessarie in un mondo radicalmente cambiato, anche in materia di welfare e lavoro. Il tutto per il bene della nazione e del suo futuro: che sta nei giovani. Un discorso di verità, quello che ha voluto fare ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando agli italiani per il tradizionale messaggio di fine anno.

Monti: utili indicazioni di lavoro quelle di Napolitano
Ringraziamenti sono giunti ieri sera dal premier Mario Monti che ha telefonato al capo dello Stato. Monti ha definito «utili indicazioni di lavoro» le parole di Napolitano. «Si è trattato – ha detto Monti - di un messaggio forte che, provenendo dalla personalità più rispettata e amata dagli italiani, infonde fiducia nell'affrontare i sacrifici necessari per il futuro dei nostri figli, e accresce ulteriormente la motivazione del governo», ha spiegato Monti.

Schifani: un discorso coraggioso e onesto. Fini: tutti gli italiani grati al capo dello Stato
Un discorso «alto, realista, coraggioso e onesto», ha commentato il presidente del Senato, Renato Schifani. «Tutti gli italiani devono essere grati al presidente della Repubblica», secondo il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Bersani: rispondere con coraggio al richiamo di Napolitano. Casini: la situazione è difficile, ma siamo in buone mani
Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha esortato a «rispondere con coraggio al richiamo» del capo dello Stato.  Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha rinnovato il suo sostegno al governo Monti e ha apprezzato le parole di Napolitano: «La situazione è difficile, ma siamo in buone mani». Il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, invece, ha auspicato che «ogni forza politica faccia la sua parte: non è tempo di demagogia».

Di Pietro: condividiamo e faremo il nostro dovere
«Il discorso del Capo dello Stato è sostanzialmente condivisibile giacché si è soffermato sulle cause che hanno portato a questa crisi economica e istituzionale ed ha analizzato la situazione attuale con molta chiarezza», ha affermato Antonio Di Pietro, leader dell'Idv. «Per quanto ci riguarda faremo fino in fondo il nostro dovere, senza preconcetti, in Parlamento e nelle piazze, affinché le disuguaglianze economiche e sociali si possano ridurre e si possa ridare speranza a questo Paese e ai nostri giovani, come ha auspicato nel suo discorso il presidente Napolitano».

Calderoli: un libro dei sogni con tanti luoghi comuni
Il discorso di Napolitano ha convinto tutte le forze politiche in Parlamento, tranne la Lega. Sono deluso: mi aspettavo parlasse dei problemi concreti della gente, come pagare l'Ici», ha detto l'ex ministro Roberto Calderoli ai microfoni del Tg1. Ma non basta. Per Calderoli il discorso del Capo dello Stato «sembra il discorso di "Cetto Laqualunque", un messaggio tratto dal film 'Qualunquementè». Per il leghista il discorso di fine anno «per contenuti ricorda la conferenza del premier Monti: un libro dei sogni con tanti luoghi comuni», aggiunge Calderoli, «La cosa che più mi ha dato fastidio è che non c'è nessun accenno al federalismo: questa è una colpa! Penso che ormai l'Italia sia il passato e il futuro sia la Padania». Dura la presa di distanza dell'Idv. Il Pdl preferisce invece mantenere toni bassi per evitare un'ulteriore polemica con l'ex alleato mentre il Pd stigmatizza una «campagna inaccettabile di denigrazione». Va giù duro anche il Fli, che invita a non prendere sul serio il Carroccio.

Salvini: meglio il risotto con la salsiccia
Un altro forte attacco al Capo dello Stato arriva dal leghista Matteo Salvini, eurodeputato del Carroccio e vicesegretario della Lombardia. «Io stavo preparando il risotto alla salsiccia e con i miei amici ero troppo concentrato sulla cena perciò non ho ascoltato il discorso di Napolitano. D'altronde non c'è ancora un decreto che mi impone di sentire gli inutili interventi a reti unificate di Monti e Napolitano. Diciamo che godo di un residuo di libertà».

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