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Questo articolo è stato pubblicato il 23 febbraio 2012 alle ore 21:05.
L'ultima modifica è del 23 febbraio 2012 alle ore 14:20.

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Sulle riforme la responsabilità del Governo è far prevalere l'interesse generale. Il che significa: porta aperta al dialogo, ma l'Esecutivo non dirà sì a tutti. Mentre il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha spiegato, in un'intervista al Wall Street Journal, che la prima riforma strutturale che i Paesi europei devono darsi sono le liberalizzazioni di prodotti e servizi, il presidente del Consiglio italiano ha chiarito la posizione del Governo sul Dl liberalizzazioni: ci sono «modifiche - ha spiegato, al termine dell'incontro avuto con il premier spagnolo Mariano Rajoy - che possiamo accogliere» se rappresentano «un miglioramento» perchè non sempre le modifiche «sono un arretramento» ma anche «altre modifiche che non possiamo accogliere e non accoglieremo».

Bilanciamento dei sacrifici
Guardando alle liberalizzazioni e al mercato del lavoro - i due grandi cantieri aperti - il premier italiano ha messo in evidenza «un bilanciamento dei sacrifici delle diverse parti sociali ed economiche». Il Governo, ha aggiunto, «ci tiene moltissimo» alle riforme, per questo motivo «il livello dell'avanzamento verso un'Italia più competitiva deve essere alto». Il premier ha ribadito che l'esecutivo è disponibile al dialogo ma che «occorre ragionare su obiettivi alti». Oggi Monti ha incontrato anche Bill Gates, il fondatore di Microsoft. Il premier ha visto anche il presidente del Parlamento europeo, Martin Schultz. «L'Italia - ha detto Schultz - «è un Paese chiave per lo sviluppo dell'Europa».

Tavolo tecnico Italia-Spagna sul lavoro
Serve un tavolo tecnico tra Italia e Spagna per condividere le esperienze sulla riforma del mercato del lavoro. Occorre anche una maggiore apertura del mercato europeo dei servizi e di quello dell'energia: il tutto può avere effetti positivi sulla creazione di posti di lavoro. Per uscire dalla recessione non basta che i singoli Paesi della Ue intraprendano la strada delle riforme. Il «condominio europeo» deve fare la sua parte. Sono alcuni degli elementi emersi stamane dall'incontro tra Monti e Rajoy.

Monti: Paesi naturalmente vicini
Sono «molto positivamente impressionato dalla riforma del sistema bancario e del lavoro» avviati in Spagna, ha affermato Monti al termine del vertice: si tratta di «provvedimenti cruciali che vanno nella giusta direzione». Più in generale, ha ricordato il premier, «Italia e Spagna sono due paesi naturalmente vicini. Sono due paesi molto uniti dal punto di vista economico c'è grande convergenza tra Roma e Madrid». Secondo Rajoy la partita della crescita si vince anche attraverso la definizione di strategie di ampio respiro: «I governi seri - ha spiegato - non possono lavorare pensando solo al breve periodo, ma devono pensare a medio e lungo termine». Inoltre, ha continuato il premier spagnolo, è «necessario, un compromesso tra il consolidamento fiscale e le misure per la crescita economica».

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