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Questo articolo è stato pubblicato il 25 aprile 2012 alle ore 07:59.
MILANO. Sulle presunte tangenti in Finmeccanica, è furiosa la replica dell'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni: «La Lega - scrive su Facebook - non si fa intimidire da queste stronzate fangose». E aggiunge polemicamente: «Le insinuazioni di un ex dirigente di Finmeccanica, orecchiate da qualche parte su presunti finanziamenti illeciti ai partiti, sono diventati sui giornali di oggi (ieri, ndr) tangenti alla Lega: evviva la libera stampa (si fa per dire...)».
Un'affermazione stizzita, quella del triumviro della Lega Nord e successore in pectore di Umberto Bossi. Che ieri sull'ipotesi di tangenti al suo partito ha detto: «Penso proprio di no, non può essere, io non ho mai sentito cose del genere». Un'altra inchiesta giudiziaria che precipita su un partito già martoriato dall'azione giudiziaria sui rimborsi elettorali di tre procure della Repubblica. «Cosa c'entriamo noi con Finmeccanica?» aggiunge Maroni per fugare ogni possibile dubbio.
Nel Cda di Finmeccanica siede un fedelissimo di Maroni, il presidente della provincia di Varese Dario Galli, uno degli organizzatori insieme con il sindaco di Varese Attilio Fontana della riunione al teatro Apollonio del 18 gennaio in cui Bobo sferrò il primo, duro attacco al cerchio magico bossiano. Naturalmente, le responsabilità penali sono personali e l'unico indagato è il presidente e ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, un manager che ha scalato le posizioni in Finmeccanica dopo aver ricoperto l'incarico di amministratore delegato di AgustaWestland.
Maroni in questi giorni sta serrando le fila dei suoi sostenitori in attesa dei tre appuntamenti (congresso nazionale veneto e lombardo e poi quello federale) che tra l'inizio e la fine di giugno chiuderanno la partita della successione al vertice. La tappa di avvicinamento ai congressi si celebrerà il primo di maggio con la «Lega unita day» che si terrà a Zanica, in provincia di Bergamo, nell'ambito della festa padana già in corso. Ritrovare l'unità e superare le fratture che in queste settimane hanno dilaniato il partito fondato da Umberto Bossi appare un passaggio ineliminabile della strategia maroniana. Le elezioni amministrative bussano alle porte e i barbari sognanti di Maroni che debuttarono a Varese proprio nel mese di gennaio devono infondere nuova linfa al movimento. Una scommessa sempre più complicata alla luce delle grane giudiziarie che senza soluzione di continuità si sono abbattute sul partito nelle ultime settimane.
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