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Questo articolo è stato pubblicato il 09 luglio 2012 alle ore 14:23.

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Il sovrintendente della Scala Stephane Lissner (Fotogramma)Il sovrintendente della Scala Stephane Lissner (Fotogramma)

Cura dimagrante per la remunerazione del sovrintendente della Scala Stephane Lissner. Dopo la riduzione del 10% dello stipendio decisa dal sovrintendente stesso nei giorni scorsi, il Cda ha stabilito all'unanimità per il 2012 anche un taglio degli incentivi che si aggira, a quanto si apprende, intorno al 20 per cento. La parte variabile della retribuzione scende così da circa 150 a 120 mila euro. Mentre la parte fissa, con la diminuzione del 10% passa da 449 mila a circa 400 mila euro .

Confermata anche la diminuzione del 10% dello stipendio di 11 altri dirigenti così come del cachet del direttore musicale Daniel Barenboim. Per ottenere la parte variabile dello stipendio sono stati inoltre introdotti parametri più stringenti. Una condizione base, a quanto si è saputo, per assicurarseli è che la Scala quest'anno raggiunga il pareggio di bilancio. Al momento, per centrare questo obiettivo, al Piermarini mancano all'appello circa 4,5 milioni di euro.

Al termine del Cda nessuno dei membri ha voluto commentare.
Lo ha fatto via Twitter il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, che aveva minacciato una diminuzione dei fondi regionali alla Scala se non si fossero abbassate le spese per il sovrintendente, quantificate in circa 1 milione di euro. «Bene la decisione del Cda della Scala - ha osservato - Siamo all'inizio della strada giusta».

La spending review - aveva sostenuto il governatore della Lombardia - deve valere per tutti, anche per il sovrintendente alla Scala. Che il guadagno di Lissner sarebbe potuto diminuire più del 10%, essendo a rischio almeno una parte degli incentivi, lo aveva fatto capire il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Il quale, in risposta all'onorevole Riccardo De Corato che sulla questione aveva annunciato un'interrogazione parlamentare, aveva sottolineato come «gli incentivi furono introdotti proprio quando a guidare la Fondazione Scala era l'Amministrazione Pdl-Lega guidata da Letizia Moratti e Riccardo De Corato».

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