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Questo articolo è stato pubblicato il 09 settembre 2012 alle ore 15:01.

La guerra tra i clan camorristi per il controllo dei taffici della droga ha fatto una nuova vittima: Raffaele Abete, 42 anni, fratello del capoclan Arcangelo, attualmente detenuto, è stato freddato la scorsa notte da tre colpi di pistola alla testa. È morto prima dell'arrivo dell'ambulanza, davanti al caffè Zeus nella zona di Scampia, a Napoli, dove lo attendevano i suoi sicari.

L'attentato, che porta a 42 le vittime causate dalla camorra dall'inizio del 2012, potrebbe essere in relazione, secondo gli inquirenti della squadra mobile di Napoli, con l'omicidio di Gaetano Marino, ucciso sul lungomare di Terracina (Latina) lo scorso 29 agosto. Raffaele infatti, era pregiudicato e affiliato al gruppo che lega la famiglia Abete ai Notturno, Abbinante e Aprea - i cosiddetti "scissionisti", che si oppongono al clan "Vanella Grassi" a cui Marino si era avvicinato.

Sulla vicenda si è espressa anche il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri che, pur riconoscendo i passi avanti fatti nella lotta alle mafie negli ultimi anni in Italia, ha auspicato un maggior impegno da parte delle forze politiche e istituzionali.

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