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Questo articolo è stato pubblicato il 17 ottobre 2012 alle ore 10:43.

Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso di Alitalia che chiedeva l'annullamento del provvedimento con il quale l'Antitrust ha imposto alla compagnia aerea di liberare alcune rotte sulla tratta Milano Linate-Roma entro il 28 ottobre. Alitalia é stata anche condannata dalla prima sezione del tribunale amministrativo a pagare le spese di giudizio.
All'origine del ricorso, le conclusioni con cui l'Antitrust, nell'aprile scorso, aveva chiuso l'indagine conoscitiva sulle conseguenze della fusione fra vecchia Alitalia e AirOne, divenute Cai nel 2008: per l'Authority sulla concorrenza, Cai ha di fatto determinato una situazione di monopolio sulla rotta Fiumicino-Linate, imponendo il superamento del monopolio entro il 28 ottobre prossimo, dando spazio sulla tratta sotto osservazione ad un altro vettore aereo in grado di contendere ad Alitalia-Cai i passeggeri che utilizzano i voli della prima mattinata e della tarda serata.
Nel ricorso respinto oggi dal Tar, Alitalia ha sottolineato come l'avvento dei treni ad alta velocità abbia determinato la piena sostituibilità tra treno ed aereo. Un primo round davanti al tribunale amministrativo era già stato perso da Alitalia il 5 luglio scorso quando il giudice amministrativo ha bocciato la richiesta di sospensiva nei confronti del provvedimento dell'Antitrust che obbligava la compagnia a presentare entro il 17 luglio il dettaglio delle iniziative atte a liberare gli slot (i diritti di atterraggio e decollo) necessari per aprire il mercato a un nuovo competitor. Un passo necessario per consentire l'ingresso, entro il 28 ottobre, in occasione dell'avvio dell'orario invernale, di un nuovo concorrente.
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