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Questo articolo è stato pubblicato il 22 ottobre 2012 alle ore 14:59.

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Il Telegraph fa notare che lo scandalo arriva alla ribalta mentre la Commissione europea preme per un aumento del 6,8% della spesa, in gran parte destinata a progetti per infrastrutture nell'Europa meridionale e orientale. Gli euroscettici deputati Tory, invece, chiedono al Primo ministro David Cameron di recuperare parte dei 5 miliardi di sterline che il Regno Unito dà ogni anno ai fondi strutturali Ue. I leader Ue, il mese prossimo, dovranno mettersi d'accordo sul nuovo piano per il bilancio dei prossimi sette anni.

Il giornale britannico spiega ai suoi lettori che la ‘Ndrangheta, anche se meno conosciuta di Cosa Nostra e della Camorra, è diventata nell'ultimo decennio la più temuta delle tre principali mafie italiane. Secondo il rapporto 2008 della commissione parlamentare anti-mafia, la ‘Ndrangheta ha notevole influenza sul porto di Gioia Tauro e ha contribuito a farne uno dei maggiori importatori di droga in Europa. Se il contrabbando resta il suo business principale, la corruzione rappresenta oltre un decimo del suo fatturato annuo di 44 miliardi di euro.
L'estensione della ‘Ndrangheta nella vita pubblica è stata messa in evidenza dalla vicenda di Reggio Calabria. Con una mossa "senza precedenti", il ministro dell'Interno ha sospeso tutti i 30 consiglieri comunali per timore di contagio mafioso e ha inviato tre commissari da Roma.

Il giornalista del Telegraph ha scambiato qualche battuta con uno dei commissari prefettizi, Giuseppe Castaldo, che afferma: "Sarà una vera lotta per salvare questa amministrazione e non vedremo risultati prima di quattro-sei mesi. Ma non è un compito impossibile e con l'aiuto di tutti in questo palazzo e dei calabresi, possiamo farcela".
Un aiuto che probabilmente – ironizza il Telegraph - non verrà da San Luca, il paese dove sta "la testa" della piovra, da dove la ‘Ndrangheta allarga i suoi tentati coli in Calabria e nel mondo.
Dal 2000 in poi, l'Italia ha ricevuto 60 miliardi di euro di fondi Ue per lo sviluppo. Ma troppi progetti pubblici (e la Casa della legalità è tra questi) sono rimasti allo stadio di cantiere. Il magistrato Di Palma spiega al Telegraph: "Sulla carta l'Ue dà molti soldi, ma talvolta questi progetti non decollano… Il problema è che i soldi vanno direttamente all'impresa che fa i lavori. Quando il lavoro comincia, l'impresa improvvisamente scompare, rubando i contanti e lasciando solo qualche pilastro costruito".

Molti di questi pilastri dovrebbero servire ai cavalcavia sull'autostrada A3 da Reggio Calabria a Napoli, che solo nell'ultimo decennio ha avuto finanziamenti Ue di 10 miliardi di euro e che è al centro della principale inchiesta per frode condotta da Di Palma.
Lo scorso luglio, in seguito all'indagine di Di Palma, l'Unione europea ha reclamato a Roma la restituzione di circa 383 milioni di euro, denunciando lavori-fantasma e bustarelle. Un esborso "enormemente imbarazzante" per il governo italiano, che sta cercando di affermare un'immagine di probità finanziaria, osserva il Telegraph. Ma secondo i critici, aggiunge, "la stessa Ue dovrebbe fare di più per monitorare dove vanno i soldi".

La vicenda dimostra "quanto i sussidi Ue siano vulnerabili alle frodi e alla cattiva gestione, e quanto sia necessaria la vigilanza sulle sovvenzioni future", dice Vincenzo Scarpetta del think-tank Open Europe. Dulcis in fundo, il reportage fa notare che il sindaco di San Luca, Sebastiano Giorgi, vuole fare azione di lobby presso le autorità italiane e quelle Ue per una serie di nuovi progetti, compreso un centro culturale per promuovere "una nuova immagine positiva". E questo nonostante sia appena stata aperta un'inchiesta per corruzione su un progetto per costruire una nuova strada che porti al paese. Conclusione del Telegraph: "Nella Calabria d'oggi, a quanto pare, tutte le strade in un modo o nell'altro portano a San Luca".

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