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Questo articolo è stato pubblicato il 09 dicembre 2012 alle ore 20:15.
L'ultima modifica è del 09 dicembre 2012 alle ore 14:54.
Fini: continuare sulla strada del rigore
Che la politica del rigore sia una scelta da confermare anche nella prossima legislatura lo ha sottolineato anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. Intervistato a "Che tempo che fa" ha detto: «Il mio auspicio, quello per cui sto lavorando é un raggruppamento che abbia come obiettivo continuare con la politica di rigore del governo Monti e di aggiungere qualche capitolo».Alla domanda se si sentisse spesso con Pierferdinando Casini e Luca Cordero di Montezemolo, Fini ha risposto: «Ci sentiamo tutti i giorni». Secondo il leader di Fli, è probabile che Berlusconi «schieri il Pdl sul versante antieuropeo, anti-Monti e antitasse. E questa la logica ma é esattamente l'opposto di quello di cui ha bisogno l'Italia».
Studio del governo: senza dl province a rischio scuole
La decisione di Monti di lasciare dopo la legge di stabilità riduce il tempo a disposizione per convertire i provvedimenti che il governo ha promosso nell'ultimo periodo. Vanno verso l'approvazione il decreto Salva Ilva e quello sviluppo bis. Il decreto sul riordino delle Province rischia di rimanere in un binario morto. Dopo che il Pdl ha annunciato che presenterà pregiudiziale di costituzionalità del provvedimento, uno studio del governo mette in evidenza che «la mancata conversione del dl sulle Province comporterebbe una situazione di caos istituzionale. Tra le conseguenze, oltre ai mancati risparmi, la lievitazione dei costi a carico di Comuni e Regioni e il blocco della riorganizzazione periferica dello Stato». In particolare, secondo lo studio la conseguenza potrebbe essere «un periodo di incertezza per l'esercizio di funzioni fondamentali per i cittadini (come manutenzione di scuole superiori e strade, gestione rifiuti, tutela idrogeologica e ambientale)». Il ministro per la Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi ha ribadito che «a questo punto e nella situazione che si é creata, spetta solo alle forze politiche decidere se portare avanti e concludere il riordino delle province con il loro dimezzamento e la razionalizzazione delle relative funzioni, o se arrestare il processo».
Azzolini: accelerazione ddl stabilità se ritirano gli emendamenti
Tutto è dunque legato alla legge di stabilità. «In questo momento - ha ricordato il presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini (Pdl), interpellato sulla possibilità che il ddl stabilità approdi in Aula già questa settimana e non la prossima come stabilito dal calendario - abbiamo da illustrare ed esaminare 1500 emendamenti presentati alla legge di stabilità: tutto si può accelerare se i partiti ritirano gli emendamenti» ma «per ora mi sembra un'ipotesi non verificabile». La Commissione è convocata martedì, alle 11.30.
Il presidente del Parlamento europeo: Berlusconi? Una minaccia
Rimane alto il tono della polemica politica, a seguito della decisione di Berlusconi di candidarsi per il Pdl. Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha criticato il ritorno in campo di Berlusconi: può essere una minaccia per l'Italia e per l'Europa. Immediata la replica del vicepresidente Commissione Ue, Tajani: inopportuno che i massimi rappresentanti delle istituzioni europee interferiscano nella vita democratica dei singoli Paesi membri.
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