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Questo articolo è stato pubblicato il 14 gennaio 2013 alle ore 11:24.

TORINO - Come la Mole Antonelliana, alla stregua dell'arco olimpico o del Palavela, c'è da scommettere che, nei prossimi anni, l'edificio sarà destinato a diventare uno dei simboli di Torino. Porta d'accesso, per chi raggiunge il capoluogo piemontese a bordo dei treni ad alta velocità.

A quasi sette anni dall'avvio dei lavori, iniziati il 26 aprile 2006, inaugura questa mattina la tecnologica stazione di Porta Susa, una delle opere cardine nel percorso di rinnovamento dell'architettura delle Ferrovie in Italia: il progetto, che ha vinto nel 2002 un concorso internazionale ed è costato complessivamente 79 milioni, è firmato dai francesi di Arep con Silvio d'Ascia (architetto napoletano d'origine e parigino di adozione) e Agostino Magnaghi.

La cerimonia è da grandi numeri: per l'occasione, a campagna elettorale avviata, è presente sotto la Mole anche il premier, Mario Monti, oltre a uno stuolo di politici locali. Ciò che manca, però, è l'attesa della città per il disvelamento di una delle sue opere più belle: a tappe parziali, la struttura è già stata aperta al pubblico e, da mesi, viene utilizzata tutti i giorni dai pendolari, specie quelli che viaggiano sulla direttrice Nord-Ovest. Un taglio del nastro anticipato, che sottrae poesia allo stupore di chi per la prima volta s'immerge nel grande tunnel di vetro e acciaio.

Ma la strategia è, a suo tempo, servita per dare segnali di rassicurazione a chi temeva di non vedere la fine del cantiere, il cui termine era annunciato per il 2009 e, poi, per il 2011, ma che si è bloccato due volte, a causa fallimento delle cordate che, in anni successivi, hanno preso in mano i lavori. «Vedere il progetto finito – commenta Silvio D'Ascia, che ha tracciato le linee cardine del nuovo scalo – significa realizzare un sogno cominciato poco più di 10 anni fa. A suo tempo, mi fu detto che il progetto di una galleria vetrata di 400 metri, con il fotovoltaico in copertura, era un'utopia per l'Italia. Ci abbiamo creduto tutti, dai progettisti ai tecnici, a Rfi. Grazie anche al contributo determinante delle imprese (per ultime) in campo, capeggiate dalla Cesi, siamo contenti di poter dare a Torino e all'Italia una stazione bella e all'avanguardia».

Il concept. Il lungo tubo di vetro e acciaio, 15mila mq di pelle tecnologica, integrata con celle fotovoltaiche, ripropone in superficie, quasi a contraltare con la scelta di interrare il Passante Ferroviario, i 386 metri di lunghezza di un Frecciarossa. L'architettura del fabbricato reinterpreta in chiave moderna le gallerie italiane del XIX, tratto tipico del tessuto urbano torinese e le hall ferroviarie delle stazioni dell'Ottocento. Dall'esterno, l'edificio non "stona", ma anzi, si abbassa nella parte centrale, per poi risalire verso l'estremità su via Grassi, quasi a voler calzare con una discrezione tutta sabauda il contesto circostante. Varcate le porte di vetro, però, si accede nel ventre di una struttura ampia e maestosa, una cattedrale sotterranea che s'insinua, livello dopo livello, sotto il piano stradale fino a raggiungere a 21 metri sottoterra le banchine dei binari, sempre accompagnati nella discesa «dalla luce zenitale del cielo di Torino».

Il progetto. La galleria di cristallo, sostenuta da 106 arconi, ciascuno diverso dal successivo, è larga 30 metri. All'interno, oltre ai servizi dedicati ai viaggiatori, in funzione, e al collegamento con la linea Uno del metrò, aperto nel 2011, è allestita una galleria di ristoranti e negozi, che sarà completamente attiva per la primavera-estate. «Il tunnel è un passage urbano - lo definisce d'Ascia – luogo di aggregazione, prima che stazione d'imbarco o di provenienza». Il cantiere sarà smantellato a dicembre 2013. Porta Susa completa l'attivazione del sistema ferroviario metropolitano, in funzione da dicembre scorso.

Le tecnologie. Nel 2012, a Berlino, il Premio Solare Europeo è andato proprio alla volta di copertura di Porta Susa, per il sistema di celle fotovoltaiche monocristalline che, integrato nelle lastre di vetro, crea una pelle intelligente, schermo frangi-sole e centrale di produzione di energia (680mila KWh all'anno), a servizio dell'edificio. La galleria è rinfrescata in modo naturale, con la presenza di vegetazione all'interno e grazie a un impianto di brumizzazione, che nebulizzerà acqua e garantirà il comfort ambientale.


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