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Questo articolo è stato pubblicato il 01 marzo 2013 alle ore 08:38.

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2005: i Cardinali elettori riuniti nella Cappella Sistina (LaPresse)2005: i Cardinali elettori riuniti nella Cappella Sistina (LaPresse)

Essendo attualmente 117 i porporati aventi diritto al voto, i suffragi necessari per l'elezione sarebbero 78, ma già si sa che non tutti entreranno in conclave: quindi il quorum dovrebbe abbassarsi. Il cardinale scozzese Keith O'Brien ha rinunciato perché messo sotto accusa per molestie sessuali negli anni 80 ("comportamento inappropriato"), mentre l'indonesiano Julius Riyadi Darmaatmadja non sarà a Roma per ragioni di salute. Forse mancherà anche Antonios Naguib, patriarca emerito dei copti di Alessandria d'Egitto. Resiste invece l'americano Roger Mahony, interrogato la settimana scorsa in tribunale a Los Angeles per le sue coperture a preti pedofili, già presente all'Angelus papale di domenica.

Benedetto XVI, a seguito della sua rinuncia, ha aggiornato alcune regole del conclave, dando ai cardinali facoltà di anticiparne la data rispetto ai 15 giorni previsti dall'inizio della Sede Vacante. Ma saranno gli stessi porporati a prendere una decisione nella prima congregazione generale. Che peraltro non potrà svolgersi prima di lunedì 4 marzo, come ha precisato il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi.

In conclave nel primo giorno è previsto un solo scrutinio, nei giorni seguenti due votazioni, mattino e pomeriggio. Per eleggere il Papa è necessaria la maggioranza di due terzi degli elettori presenti. Il "motu proprio" di Benedetto XVI del 2007 ha ripristinato la norma tradizionale sulla maggioranza qualificata; invece la Costituzione apostolica "Universi Dominici Gregis" promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 stabiliva che, dopo il 33°o il 34° scrutinio (se si è votato anche il primo giorno), si sarebbe potuto procedere anche a votazioni per le quali bastava "la sola maggioranza assoluta". Ma, dopo la 33a o 34a votazione, si dovrà passare obbligatoriamente al ballottaggio fra i due cardinali che avranno ricevuto il maggior numero di voti nell'ultimo scrutinio. Anche in questo caso, però, sarà necessaria una maggioranza dei due terzi. E i due cardinali rimasti in lizza non potranno partecipare al voto. Si tratterebbe peraltro di una situazione che non ricorre più da secoli. Tutti gli ultimi pontefici, infatti, sono stati eletti ben prima della 33a votazione e con una maggioranza superiore ai due terzi.

Il nuovo Papa, prima di accettare l'ufficio petrino, sarà condotto in un altro luogo simbolico, la "Camera lachrimatoria", una piccola stanza sulla sinistra dell'altare, che prende il nome dalle possibili lacrime di commozione di chi è stato chiamato sulla Cattedra di Pietro. Dopo l'accettazione si bruciano nella stufa le schede, facendo in modo che si possa veder uscire dal comignolo la classica "fumata bianca". Nel frattempo il neo-eletto indosserà per la prima volta i paramenti papali, con i quali si presenterà in pubblico dalla Loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro.

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