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Questo articolo è stato pubblicato il 06 marzo 2013 alle ore 22:05.
David Rossi
David Rossi, 52 anni, capo dell'area comunicazione di Mps, si è tolto la vita mercoledì sera, poco dopo le 21, gettandosi nel vuoto dal suo ufficio della sede di Rocca Salimbeni e finendo in un cortile interno. Inutili i soccorsi dopo l'arrivo del 118.
Rossi, che non era indagato, una decina di giorni fa era stato perquisito nell'ambito dell'inchiesta sul Monte dei Paschi. Gli uomini del Nucleo valutario della Guardia di finanza, il 19 febbraio scorso, si erano presentati nel suo ufficio e nella sua abitazione. Nello stesso giorno erano stati perquisiti nuovamente anche l'ex presidente e l'ex dg di Rocca Salimbeni, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni.
Rossi non è stato indagato, ma certo le perquisizioni, fecero notare allora alcune fonti dopo il blitz delle Fiamme gialle, si fanno «a sorpresa» quando si cercano «prove, documenti o riscontri».
David Rossi, nato a Siena il 2 giugno 1961, era laureato in Lettere moderne con indirizzo artistico (storia dell'architettura). Giornalista professionista, dal 2006 era responsabile dell'Area comunicazione Gruppo Montepaschi.
Strettissimi i rapporti, anche personali, con Giuseppe Mussari: il sodalizio era cominciato dal 2001, quando l'ex presidente di Mps e Abi era a capo della Fondazione, azionista di riferimento con il 34,9% del capitale della banca, e Rossi era il responsabile della comunicazione dell'ente. Aveva gestito, tra l'altro, le campagne pubblicitarie della banca, in particolare la serie di spot "Una storia italiana" diretti dal regista premio Oscar Giuseppe Tornatore.
Shock a Siena
Niente lasciava immaginare il drammatico epilogo: ai colleghi che lo avevano contattato anche negli ultimi giorni per le ultime notizie sull'istituto di credito aveva risposto con la stessa cordialità di sempre. Sposato, con due figli, David Rossi era molto conosciuto in città. Al suo impegno di dirigente della banca, univa anche quello di vicepresidente del Centro internazionale di arte e cultura di Palazzo Te e di membro del consiglio di amministrazione di Vernice progetti culturali.
Secondo quanto si è appreso dopo la tragica vicenda, gli investigatori avrebbero trovato un foglietto accartocciato nel cestino dell'ufficio: sopra, secondo quanto si apprende, sarebbe stato vergato: "Ho fatto una cavolata".
Le ultime frasi su Twitter
«Secondo me non esiste niente dopo la morte», aveva scritto David Rossi su Twitter il 14 aprile 2012. E 54 giorni fa: «Buon anno. Comunque».
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