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Questo articolo è stato pubblicato il 07 marzo 2013 alle ore 21:00.
L'ultima modifica è del 07 marzo 2013 alle ore 16:09.

«Non c'è spazio per scherzare»
Beppe Grillo, dice il leader del Pd, «non vuole diplomazia né scambi di sedie, io meno di lui. Bisogna dare risposte serie e non incappucciate davanti al Paese». Quindi, incalza Bersani, «dicano loro quello che vogliono, ma attenzione: non c'è spazio per scherzare». Anche perché, insiste Bersani, il Paese ha più che mai bisogno di «senso di responsabilità» e «risposte serie», perché «questo Paese può morire». «C'è una recessione drammatica - dice Bersani -, un problema sociale che si aggrava, l'economia reale che a dir poco preoccupa. È da sottolineare assolutamente il richiamo del presidente di Confindustria Squinzi: teniamo gli occhi fissi sui problemi del Paese».

Finanziamento ai partiti e democrazia interna
Bersani ripete quanto detto alla Direzione del partito di ieri: sul finanziamento pubblico ai partiti «siamo pronti a discutere». Ma dal Movimento 5 Stelle ci si aspetta altrettanto sul tema «democrazia interna, trasparenza e codici etici». «Non abbiamo alcun timore purché prendiamo la questione nell'insieme perché c'è un oggettino che si chiama democrazia. Su questo saremo resistenti e su questo Grillo non troverà sponde».

«Più ottimista di Renzi»
Se l'operazione Governo di minoranza gli dovesse riuscire, Bersani si mostra ottimista sulla sua tenuta. Sicuramente più di Matteo Renzi che in un'intervista ha parlato del rischio di una legislatura brevissima. «Il problema è l'abbrivio» dice Bersani perché «l'esigenza di cambiamento è conclamata». In ogni modo, ribadisce il leader del Pd, non ci sono piani alternativi. «Se chiamati, noi abbiamo proposto che cosa vogliamo fare per il Paese. Questa è la proposta, il piano A, non tocca a noi elaborare altri piani, ci affidiamo alle indicazioni del capo dello Stato» Con cui i rapporti sono improntati a una certa freddezza. «Sono assolutamente rispettoso delle prerogative del Colle» rimarca, non a caso, il segretario democratico.

Da Monti per parlare di Europa
Bersani subito dopo è andato all'incontro con Monti in vista del Consiglio europeo del 14 marzo (domani è il turno di Silvio Berlusconi, mentre su Beppe Grillo non c'è ancora indicazione). Rispondendo a una domanda sui vincoli europei di bilancio il segretario del Pd ha precisato: «Se tocca a me non penso ad atti unilaterali, ma nemmeno che l'Italia dovrebbe avere un trattamento diverso rispetto agli altri Paesi e confiderei su una riflessione comune sull'andamento dell'economia. Sarei fiducioso che in questo momento sia possibile un allentamento del percorso».

Bindi: «Disponibili a governo di alte personalità».
E in serata sugli scenari futuri è intervenuta a Servizio pubblico, su La7, il presidente del Partito Democratico Rosy Bindi Bindi«Se ci fosse un Governo di alte personalità - ha detto - il Pd non si sottrarrebbe a un Governo per il cambiamento. Bersani é uno che non ha messo il proprio nome sul simbolo». In precedenza si erano diffuse alcune voci, in base all'interpretazione di una frase del segretario a «Otto e mezzo», su un possibile passo indietro di Bersani a favore di Bondi. Voci subito smentite dalla segreteria del Pd.

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