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Questo articolo è stato pubblicato il 17 marzo 2013 alle ore 08:22.

Nel suo discorso il Papa ha detto inoltre che gli eventi ecclesiali «non sono certamente più complicati di quelli politici o economici. Essi però hanno una caratteristica di fondo particolare: rispondono a una logica che non è principalmente quella delle categorie, per così dire, mondane, e proprio per questo non è facile interpretarli e comunicarli ad un pubblico vasto e variegato».
Bergoglio riconosce pienamente le difficoltà che i mass media incontrano nel rappresentare i fatti della Chiesa, una Chiesa che «pur essendo certamente anche un'istituzione umana, storica, con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale: è il Popolo di Dio», e «soltanto ponendosi in questa prospettiva si può rendere pienamente ragione di quanto la Chiesa cattolica opera». Insomma, gli avvenimenti della storia «chiedono quasi sempre una lettura complessa, che a volte può anche comprendere la dimensione della fede».
Intanto in giornata una novità di governo: il Papa «ha espresso la volontà che i Capi e i Membri dei Dicasteri della Curia Romana, come pure i Segretari, nonché il Presidente della Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano, proseguano, provvisoriamente, nei rispettivi incarichi donec aliter provideatur», tra cui il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che ieri non era presente in sala Nervi.
Oggi il Papa prima dell'Angelus celebrerà la messa nella piccola Chiesa di Sant'Anna, la chiesa parrocchiale del Vaticano, un novità assoluta, una delle tante. In settimana, dopo la messa di inaugurazione del Pontificato, martedì 19, è in calendario l'incontro con il corpo diplomatico venerdì, e sabato 23 marzo andrà a Castel Gandolfo da Benedetto XVI, e si tratterrà a pranzo con lui.
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I RETROSCENA
Le "battute" dei cardinali
In barba al segreto, che del resto è in suo potere togliere, Papa Francesco ha regalato ieri alcuni retroscena sul Conclave. Dal «ricordati dei poveri» che il suo amico, il cardinale Claudio Hummes, gli ha detto quando i voti si avvicinavano al quorum dei 77 necessario per essere eletto, ai suggerimenti scherzosi sul nome da scegliere: «Chiamati Adriano, sarai riformatore, no chiamati Clemente XV, così ti vendichi di Clemente XIV che sciolse la Compagnia di Gesù».
Il perché del nome Francesco
Il cardinale Hummes gli ha detto: «Non dimenticarti dei poveri!». E quella parola è «entrata qui – ha aggiunto il Pontefice toccandosi il capo –, i poveri, i poveri». «Poi subito, in relazione ai poveri, ho pensato a Francesco d'Assisi», ha spiegato ancora indicando così l'origine della scelta del suo nome da Papa.

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