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Questo articolo è stato pubblicato il 02 maggio 2013 alle ore 10:50.

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Letta Bruxelles (Ap)Letta Bruxelles (Ap)

Non c'erano cifre nei dossier che Armando Varricchio, consigliere diplomatico e Fabrizio Pagani consigliere economico avevano messo sul tavolo del premier Enrico Letta a Palazzo Chigi lunedì sera prima della partenza per Berlino. E non ci dovevano essere. L'importante era usare per il primo viaggio europeo il linguaggio che le cancellerie europee amano sentire soprattutto da un rappresentante di un Paese potenzialmente poco disciplinato.

Fare scattare quella "chimica giusta" che aiuta a risolvere anche i problemi più spinosi. Ed é quello che é successo anche al di là delle più ottimistiche previsioni se é vero che la cancelliera Merkel, poi ieri presidente Hollande e il presidente del Consiglio Ue Van Rompuy e stamattina il presidente della Commissione Barroso hanno usato spesso per definire Letta e il suo giovane esecutivo termini come "responsabilità e "credibilità. Questo non significa che Letta abbia ricevuto cambiali in bianco dai suoi interlocutori. Nessuno, questo il premier lo sa bene, ci farà sconti. Ma in un'Europa che fatica a trovare la strada della ripresa e dove la crisi dell'Eurozona é solo tamponata meglio avere un Governo "amico" di Bruxelles che un riottoso antagonista. Letta prosegue nei fatti il dialogo di intensa cooperazione già avviato dalla fine del 2011 da Mario Monti ma con una forza maggiore, politica, che ha dietro il peso del consenso popolare delle due più grandi formazioni. Adesso la parola passerà inevitabilmente alle cifre e c'é da aspettarsi che non mancheranno momenti di confronto anche duro.

Il ministro dell'Economia Saccomanni e il ministro delle Politiche europee Moavero sono già al lavoro. Entro poche settimane il Governo dovrà spiegare a Bruxelles come intende finanziare le misure fiscali annunciate a cominciare dalla sospensione dell'Imu e la lotta alla disoccupazione giovanile. Quanto tutto ciò sarà compatibile con il negoziato per l'uscita dalla procedura per deficit eccessivi a fine maggio si vedrà. Letta e Hollande non vogliono giocare solo in difesa ma sono fermamente intenzionati a trasformare il Consiglio europeo di giugno in un punto di svolta nelle politiche europee a favore della crescita. Anche perché senza il sostegno dell'Europa qualunque sforzo solo italiano per rilanciare la crescita sarebbe vano. "Sarebbe come scalare una montagna troppo alta" ha detto Letta ieri all'Eliseo sfoggiando un ottimo francese imparato a Strasburgo molti anni fa.

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