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Questo articolo è stato pubblicato il 24 giugno 2013 alle ore 17:48.

Santanchè: donne usate da donne per sentenza politica
Ad alzare la voce è anche Daniela Santanché, presente in aula a Milano alla lettura della sentenza, che a caldo, dai microfoni di "La7", davanti al tribunale, attacca il collegio giudicante: «Sono voluta venire qui perché io che sono sempre dalla parte delle donne volevo vedere le tre donne che hanno giudicato il presidente Berlusconi: sono rimasta troppo male, usare le donne, da parte di donne per una sentenza politica».
Carfagna: nuovo sgambetto di un potere dello Stato ad un altro
Punta il dito sull'anomalia italiana di permettere «un processo sul nulla, senza una vittima», utilizzato «come strumento per spiare e delegittimare un leader politico» anche Mara Carfagna, ex ministro delle Pari opportunità.«Al di là dell'esito del procedimento, che era atteso, spiega Carfagna, portavoce dei deputati Pdl - oggi assistiamo al «nuovo sgambetto di un potere dello stato ad un altro, la dimostrazione che esiste una piccola frangia della magistratura che piega la legge e l'obbligatorietà dell'azione penale alla lotta politica, sminuendo il ruolo fondamentale dell'amministrazione della giustizia così come é inteso dalla Costituzione».
Pd, reazioni caute per evitare ricadute sul governo delle larghe intese
Dalle parti del Pd, i commenti sono ovviamente di opposto tenore, con una particolare attenzione a distingue la condanna giudiziaria del leader del Pdl dalle possibili ripercussioni sul governo delle larghe intese. Così, una nota ufficiale di via del Nazareno
si limita a confermare che «Il Partito Democratico prende atto della sentenza pronunciata dai giudici della quarta sezione del Tribunale penale di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi. Come sempre, il Pd esprime rispetto per le decisioni, di qualunque segno siano, che la magistratura prende nella propria autonomia».
Leva (Pd): non confondere piano giudiziario e politico
Esemplari, nle distinguere guai giudiziari da sorte politica dell'Esecutivo, anche le dichiarazioni del presidente del forum Giustizia del Pd, Danilo Leva, che invita a rispettare,«come tutte le sentenze» la pronuncia di oggi, «senza commettere l'errore di confondere il piano giudiziario con quello politico. Le scelte dei giudici, sottolinea, non possono e non devono «incidere sulla prosecuzione dell'azione di governo». Respinti quindi al mittente «i commenti e le reazioni degli esponenti del Pdl, che invitiamo ad abbassare i toni e a rispettare la volontà dei giudici. Da una forza che è al momento al governo del Paese, ci aspetteremmo un atteggiamento più serio e rispettoso dei poteri costituzionali».
Nuti (M5S): in un paese normale nulla di stupefacente
In casa M5S, la sentenza di oggi diventa l'occasione per richiamare l'attenzione sull'importanza della pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici comminata all'ex premier. II capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti, se la prende in particolare con i supporter di Berlusconi: «C'é chi parla di sentenza incredibile, in un Paese normale non avrebbe nulla di stupefacente; dico che bisogna prendere seriamente la questione dell'interdizione dai pubblici uffici e rispettare un principio di precauzione».
Vendola (Sel): Berlusconi abbandoni il campo
Parlando ai microfoni di Sky Tg24., il leader di Sel, Nichi Vendola, invita invece Berlusconi a "lasciare il campo". «Credo che il nostro avversario debba essere sconfitto con la politica, credo che l'Italia avrebbe avuto il diritto di chiudere la stagione del berlusconismo. Questa sentenza è un carico di ombre veramente pesante, non c'è un posto al mondo in cui si puo' rimanere leader nella politica con un ombra così pesante, in nessuna parte del mondo con questo carico si potrebbe ricoprire il ruolo di capocondomino. Per questo Berlusconi farebbe bene a liberare il campo».
Salvini (Lega): il governo cominci a pregare
alle fila delle Laga, il segretario della partito in Lombarda, Matteo Salvini, definisce la sentenza Ruby «la prova che la giustizia italiana è irriformabile», che «aiuta Berlusconi più che danneggiarlo». Per questo, conslude, «penso che il Governo debba cominciare a pregare».
Piersilvio Berlusconi: condanna assurda
«In tutti questi anni, non ho mai commentato le tante ingiustizie subite da mio padre. Non è mio costume esprimere pubblicamente i miei sentimenti o dare interpretazioni politiche dell'operato della magistratura. Ma questa volta non posso tacere. È una condanna assurda». Lo dice Piersilvio Berlusconi della sentenza del processo Ruby.
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