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Questo articolo è stato pubblicato il 28 giugno 2013 alle ore 21:57.

Egitto, 7 morti negli scontri a nord del Cairo. Obama «preoccupato», via i diplomatici Usa

Intanto cinque volontari italiani della Onlus di Genova Music for Peace sono bloccati ad Alessandria. Partiti alcuni giorni fa da Genova, sono diretti a Gaza, con sei container di aiuti umanitari destinati alla popolazione della Striscia. Container, spiega la Onlus in una nota, attualmente impossibilitati ad uscire dal porto di Alessandria. Il consolato italiano ad Alessandria, secondo quanto si apprende dalla Farnesina, è in contatto con loro.

La contrapposizione frontale fra coloro che sostengono il primo presidente proveniente dalle fila dei Fratelli musulmani e coloro che invece vogliono che se ne vada, accusandolo di avere trascinato il paese in una crisi durissima e di averlo spaccato a metà, è diventata visibile e tangibile.

Sedi della fratellanza sono state assaltate ad Alessandria, e in varie località del delta del Nilo: ad Alessandria la sede della Fratellanza è stata data alle fiamme davanti ad una folla che inneggiava contro la guida spirituale del movimento. Proprio qui si trovava l'americano di 28 anni, un insegnante secondo alcune fonti, un cameraman free lance di un'emittente Usa secondo quanto riferito all'Ansa dal capo della sicurezza della città. L'uomo è stato trasportato all'ospedale militare dopo essere stato pugnalato e li è deceduto.

L'Ambasciata degli Stati Uniti al Cairo sta verificando quanto accaduto, mentre ieri in piazza era apparto uno striscione antiamericano con la scritta: «Obama sostiene il terrorismo».

Ieri sera la piazza degli anti Morsi, la mitica piazza Tahrir, e il piazzale davanti alla moschea Rabaa el Adaweya, scelta dagli islamici per il loro sit in di sostegno a Morsi, erano colme di decine di migliaia di persone. All'ora della preghiera entrambe erano avvolte in un silenzio surreale, mentre i manifestanti pregavano e simbolicamente si contavano per dimostrarsi reciprocamente di non rappresentare tutto il paese.
Il portavoce della Fratellanza Gehad el Haddad ha accusato teppisti dell'ancien regime di aver lanciato gli attacchi alle sedi della Fratellanza, ma anche rilanciato su twitter le voci secondo le quali a piazza Tahrir sono state distribuite foto dell'ex rais Hosni Mubarak.

Il leader del fronte di salvezza nazionale di opposizione Mohamed el Baradei ha tentato di calmare la situazione condannando qualsiasi tipo di violenza. «Più pacifici siamo più forti diventiamo», ha scritto su un messaggio Twitter.

Inconciliabili ormai le due piazze. «Sono musulmana ma non voglio Morsi. Ha spaccato il paese e il suo discorso, le sembra degno di un presidente della repubblica?» chiede Fatma, ingegnere a piazza Tahrir con la bandiera egiziana. Le replica da lontano Hamza, funzionario pubblico dei fratelli musulmani che partecipa al sit in di Rabaa. «Voglio dare il mio sostegno a Morsi, alla sua legittimità di presidente eletto dalla maggioranza degli egiziani. Voglio difendere la rivoluzione dall'ancien regime che vuole tornare al potere in coalizione con l'opposizione».

Il portavoce delle forze armate Ahmed Ali ieri ha detto di volere «rassicurare» gli egiziani sottolineando che l'esercito protegge loro e i loro beni, consapevole del suo ruolo nel compiere «questa missione».

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