La coperta corta di Saccomanni: dallo stop dell'Iva alla cancellazione della seconda rata Imu, cercasi 5,7 miliardi in tempi stretti
La somma da tirare fuori da qui a fine anno è 5,7 miliardi (almeno). Sono le risorse che il ministero dell'Economia dovrà individuare, in un arco di tempo molto stretto, per coprire lo stop dell'aumento dell'Iva per altri tre mesi, cancellare la seconda rata Imu del 2013, riportare il rapporto tra deficit e Pil sotto la soglia del 3%, finanziare la cassa in deroga e le missioni all'estero. Senza dimenticare l'impegno preso dal premier Enrico Letta per un alleggerimento del cuneo fiscale: una proposta alle parti sociali non è stata ancora fatta. Entro il 15 ottobre andrà messa nero su bianco la legge di Stabilità. E la quadratura del cerchio andrà comunque trovata. Ecco le principali spese che il ministro Saccomanni dovrà finanziare.
di Andrea Carli
2. Verso la legge di stabilità /
Cercasi 2,4 miliardi per coprire la cancellazione della seconda rata Imu

Per quanto riguarda l'abolizione dell'Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli, il nodo è individuare le coperture per la cancellazione della seconda rata 2013. Per ora, infatti, è al sicuro solo l'abolizione della prima tranche 2013, come ha stabilito il decreto approvato dal consiglio dei ministri il 28 agosto. L'Esecutivo si è impegnato a far saltare anche la seconda rata, impegno che dovrebbe concretizzarsi con un secondo decreto collegato alla legge di stabilità per il 2014, da adottare entro il 15 ottobre. Per cancellare la seconda rata Imu servono però 2,4 miliardi. Sullo sfondo, l'allarme lanciato dall'Anci: lo Stato deve trasferire quanto prima ai Comuni una cifra analoga, che compensi la cancellazione della prima rata Imu, altrimenti - sottolinea l'associazione - sono a rischio gli stipendi dei dipendenti comunali.
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