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Questo articolo è stato pubblicato il 29 settembre 2013 alle ore 09:36.

Insomma nessuno scenario greco da domani, nessuna drammatizzazione riconducibile alla grande crisi dello spread della tarda estate-autunno del 2011. Il ministro vuole anche rassicurare i partner europei sul mantenimento degli impegni. Ieri qualche voce preoccupata è arrivata da Bruxelles. «Questa non è una crisi al buio dal punto di vista dei conti pubblici e dei provvedimenti di stabilità finanziaria. Come le ho detto venerdì sera in Consiglio il pacchetto della manovrina di fine anno era pronto. Abbiamo già i testi dei decreti e stiamo già impostando la legge di stabilità. La scelta di rinviare è stata determinata dall'incertezza politica. Non era opportuno approvare una serie di impegni di quell'importanza se poi non c'era un chiaro sostegno da parte della maggioranza. Ma il lavoro è stato fatto, i testi di legge ci sono, vanno solo approvati».
Intanto ora l'Iva aumenterà. «Ho visto alcune reazioni molto preoccupate. Ma su questo mi lasci dire una cosa: non enfatizziamo un impatto che poi è molto limitato. Parliamo di un punto sull'aliquota del 21, un aumento che era già deciso, che era nei tendenziali di finanza pubblica, non mi sembra una tragedia. Certamente è peggio questa crisi politica».
Eppure proprio l'Iva è diventata in queste ore oggetto di scambi di accuse sanguinose tra il Pd e il Pdl. Sembra che l'unica preoccupazione dei partiti sia quella di scaricare la responsabilità dell'aumento sull'avversario politico. Una polemica a cui Saccomanni resta estraneo. In fondo lui l'aveva detto, anche nell'intervista al Corriere della Sera, che non era il caso di svenarsi per trovare le coperture per frenare quell'aumento. «Ma poi le risorse le avevamo trovate. Questo è un punto importante. Deve essere chiaro che in Consiglio avevo portato il rinvio dell'Iva con le relative coperture. Individuate con serietà, perché non si può dire "ricorriamo alla rivalutazione delle quote della Banca d'Italia" sparando cifre quattro volte superiori a quelle realisticamente recuperabili per il fisco e senza tener conto dei tempi necessariamente medio-lunghi dell'operazione. Il problema è che oggi non ci sono coperture indolori. Benzina, acconti, tagli di spesa: le forze politiche devono essere consapevoli che vanno fatte delle scelte e devono assumersene la responsabilità se vogliono non far aumentare l'Iva, cancellare l'Imu e così via».
Insomma il lavoro tecnico era stato fatto. Non è un caso del resto, se una delle citazioni preferite di Saccomani è quella di Luigi Einaudi per la quale "io faccio quello che devo, poi accade quello che può". «Però – si congeda il ministro - in queste settimane ho tante volte pensato anche a quella più nota del "conoscere per deliberare": qui in tanti troppo spesso deliberano senza conoscere».
@fabrizioforquet
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