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Questo articolo è stato pubblicato il 09 ottobre 2013 alle ore 20:08.

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Grillo e Casaleggio disconoscono l'M5s: no all'abolizione reato di clandestinità - Grillo, rotta a destra

«In caso di nuove leggi di rilevanza sociale non previste dal Programma, come può essere l'abolizione del reato di clandestinità, queste devono essere prima discusse in assemblea dai proponenti e quindi proposte all'approvazione del M5S attraverso il blog». Così Beppe Grillo, con un post sul suo blog, ricorda le regole interne al movimento, dopo che, sempre sul blog, ha disconosciuto, con un post a doppia firma (Grillo-Casaleggio), l'emendamento presentato ieri in commissione Giustizia al Senato dai grillini Buccarella e Cioffi, sull'abolizione del reato di clandestinità. «Il M5S - ricordano Grillo e Casaleggio - non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico».

Intanto, questa mattina la seduta al Senato è stata sospesa prima della chiusura, a causa della protesta dei senatori della Lega contro la cancellazione del reato di clandestinità avvenuta nel ddl sulla messa alla prova con un emendamento del M5S. I leghisti hanno esposto cartelli con scritto: «Pensioni no, clandestini sì» e gli esponenti del Pd sono scesi nell'emiciclo per contestare il Carroccio.

La commissione Giustizia ha approvato un emendamento del M5S
La commissione Giustizia del Senato ha approvato ieri un emendamento dei senatori del Movimento Cinque Stelle, Andrea Buccarella e Maurizio Cioffi che elimina il reato di immigrazione clandestina, con l'ok del governo. Lo ha reso noto il sottosegretario Ferri. L'emendamento riguarda la delega sulla messa alla prova. Il Movimento 5 Stelle segnala che rimangono in piedi tutti i procedimenti per l'espulsione e tutte le altre fattispecie di reato collegati, compresi dalla Bossi-Fini.

L'altolà della Lega
Immediato lo stop della Lega. «L'abolizione del reato di immigrazione clandestina è una vergogna. È un messaggio che lanciato in questo momento può destabilizzare la sicurezza e i flussi migratori verso il Paese. Ci batteremo in aula per reintrodurre il reato di immigrazione clandestina», ha annunciato ieri Massimo Bitonci. «Il ministro Alfano e tutto il Pdl - ha aggiunto - siano coerenti con quanto hanno fatto e detto fino ad oggi e pongano rimedio a questo grave errore anche perché l'introduzione del reato di clandestinità era stato approvato, anche con i loro voti, nella scorsa legislatura con il pacchetto sicurezza del ministro Maroni».

Letta: vergogna per iscrizione in registro indagati
Intanto ier il procuratore di Agrigento Renato di Natale, rispondendo a una domanda sulle parole del premier Enrico Letta che oggi a Lampedusa ha detto di provare «profonda vergogna per quello zelo», in riferimento all'iscrizione nel registro degli indagati dei 155 sopravvissuti superstiti del naufragio, ha ricordato che «dal 2009 in Italia c'è una legge che istituisce il reato di immigrazione clandestina. E la procura ha l'obbligo di esercitare l'azione penale».

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