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Questo articolo è stato pubblicato il 25 novembre 2013 alle ore 13:10.

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"L'Italia ha di fronte la stabilità del cimitero?". Con questo interrogativo, lanciato sulla sua copertina online, il Wall Street Journal dà eco alle ansie di "molti imprenditori italiani che considerano la prospettiva di altri 18 mesi di governo Letta seriamente allarmante".
L'affondo dell'opinionista del Wsj Simon Nixon coglie l'insoddisfazione di molti big del mondo imprenditoriale, convinti che il governo Letta "sia stato capace di rimanere in carica tentando poco e realizzando ancora meno". La stabilità ha calmato i mercati, ma sul fronte delle riforme e della crescita il piatto piange.

Quando è entrato in carica come Primo ministro, lo scorso aprile, pochi si aspettavano che Enrico Letta durasse fino alla fine dell'anno, nota il Wsj. Invece, è già durato sette mesi e, in superficie, la sua posizione appare "più forte che mai". Il Senato si appresta a votare l'espulsione di Silvio Berlusconi, voto che ha spaccato il Pdl, con Angelino Alfano alla guida di una fazione che promette di continuare a sostenere la coalizione. E vari ministri sono fiduciosi che regga fino alla fine della presidenza italiana dell'Unione europea nella seconda metà del 2014. "Questo significherebbe che non ci sarebbero elezioni almeno fino all'inizio del 2015".

"La stabilità ha avuto l'effetto desiderato sui mercati", nota l'opinionista del Wsj. I rendimenti sui titoli decennali sono scesi fino al 4,08% (livelli che non si vedevano dal 2010) e lo spread rispetto ai bond tedeschi è sceso ad appena 2,3 punti percentuali, contro i 3,4 dopo le elezioni.

Eppure molti imprenditori sono allarmati di fronte alla prospettiva di altri 18 mesi di governo Letta, sottolinea il quotidiano Usa. Perfino qualche ministro, in privato, riconosce che la legge di stabilità 2014 è stata "deludente", con appena 2,5 miliardi di tagli di spesa su una spesa pubblica di 800 miliardi di euro.

Quanto alle riforme, la coalizione "non ha mostrato alcun serio desiderio di riforma", osserva il Wsj. Come era accaduto al suo predecessore Mario Monti, l'amministrazione Letta appare "paralizzata dall'opposizione politica dentro e fuori dal Parlamento".

E questo è preoccupante perché l'Italia "è l'unico Paese del Sud Europa che non ha visto nessun miglioramento significativo della sua posizione competitiva dall'inizio della crisi globale", stando all'analisi dell'economista della Deutsche Bank Gilles Moec.

La produttività è scesa e "senza un aumento della produttività è difficile vedere come un'economia che è a malapena arrivata alla crescita media annua dell'1% durante il boom economico possa realizzare la crescita necessaria per rispettare gli obiettivi Ue del debito". Con un debito al 133% del Pil, l'Italia dovrebbe registrare un avanzo primario del 5% all'anno per gran parte del prossimo decennio, contro l'attuale surplus dell'1%.

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