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Questo articolo è stato pubblicato il 29 novembre 2013 alle ore 12:57.
L'ultima modifica è del 29 novembre 2013 alle ore 17:43.

Governo pronto ad agire
Anche il Governo punta a intervenire prima che lo faccia lo Suprema corte. Il premier Letta, il ministro per le Riforme Quagliariello e il responsabile per i Rapporti con il Parlamento Franceschini hanno già dettato la linea: se dovesse continuare lo stallo sulla legge elettorale, la cui riforma è stata più volte auspicata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l'Esecutivo potrebbe "forzare la mano". Esclusa la carta del decreto legge, da evitare su una materia tanto delicata, Franceschini ha parlato di un disegno di legge o, ancora, di un'iniziativa politica per far emergere le posizioni in modo chiaro (si veda Il Sole 24 Ore di oggi).

Lunedì incontro Letta-Napolitano
Tutti passi, quelli compiuti per modificare la legge elettorale, che si inseriscono in un contesto politico nuovo, caratterizzato da una nuova maggioranza. Letta salirà al Colle uto lunedì, nel pomeriggio. L'incontro servirà a definire con il capo dello Stato il nuovo percorso.

L'altro nodo: la riforma costituzionale
Nell'incontro con la delegazione di FI, Napolitano ha messo in evidenza la necessità che il partito di Silvio Berlusconi collabori sulle riforme. Su quella costituzionale, Quagliariello ha anticipato la volontà dell'Esecutivo di presentare una legge sul superamento del bicameralismo perfetto. L'accelerazione sulle riforme senza aspettare l'insediamento del Comitato dei 40 ha una sua giustificazione: senza Fi, non c'è in Parlamento la maggioranza dei due terzi prevista dalla Costituzione per evitare il referendum confermativo. Il che significa che se il M5S chiedesse un voto contro l'istituzione del Comitato del 40 e la proposta passasse, anche il lavoro prodotto dal Comitato cadrebbe. Da qui la decisione di procedere subito con il "doppio binario" dei Ddl presentati direttamente in Parlamento secondo la normale procedura dell'articolo 138.

Napolitano: improcrastinabile la riforma dello Stato
Non solo. Secondo il Presidente Napolitano
è«ormai improcrastinabile» la necessità di «una riforma della struttura dello Stato e delle pubbliche amministrazioni e di un profondo rinnovamento nella partecipazione politica, per contrastare - spiega nel messaggio inviato al Congresso del Psi a Venezia - quei fenomeni di inefficienza e di conseguente delusione e distacco che hanno finito con l'oscurare il senso più autentico della profondità e vitalità dello sviluppo democratico».

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