Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 26 febbraio 2014 alle ore 16:34.
L'ultima modifica è del 26 febbraio 2014 alle ore 17:26.
Recep Tayyip Erdogan (Afp)
Giro di vite del Parlamento sui magistrati turchi che ora, saranno sottoposti a un maggior controllo dell'esecutivo, una mossa che non è piaciuta affatto né alla Ue (la Turchia è un paese che ha chiesto l'adesione all'Unione) né all'opposizione interna perché arriva proprio mentre è in corso un'inchiesta della magistraura inquirente sul maggior scandalo per corruzione, legata al settore immobiliare e sulla destinazione d'uso dei terreni, scoppiato nella Turchia moderna.
Il presidente turco, Abdullah Gul, compagno di partito del premier Recep Tayyip Erdogan ma con un carattere più riflessivo, ha firmato la controversa legge che accresce i controlli del potere esecutivo su quello giudiziario, attenuando la classica divisione tra i poteri dei sistemi democratici. Il testo promulgato è stato fortemente chiesto dal premier Erdogan ed era stato approvato il 15 febbraio dal Parlamento di Ankara dopo 20 ore di dibattito infuocato. In aula si era arrivati addirittura allo scontro fisico, con una naso rotto, tra deputati dell'Akp, il filo-islamista Partito per la Giustizia e lo Sviluppo di Erdogan e dello stesso Gul, e quelli del Partito Popolare Repubblicano del leader dell'opposizione, il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu, un leader dell'opposizione secolare chiamato il Gandhi turco per il suo eloquio mai sopra le righe .
La legge promulgata conferisce, tra l'altro, al ministero della Giustizia (un fidato di Erdogan) poteri più ampi nella scelta dei componenti dell'Hsyk, il Consiglio Supremo Consiglio dei magistrati, l'organo di autogoverno simile al nostro Consiglio superiore della magistratura , aprendo la strada a un'ingerenza dell'esecutivo nelle nomine dei magistrati. Il ministro potrà inoltre dettare l'ordine del giorno delle riunioni del medesimo Hsyk, e sottoporre a indagine i singoli membri, magari proprio quei magistrati "sgraditi" al potere esecutivo. I magistrati hanno sempre fatto le barricate contro la nuova legge definendo la normativa illegale perché contraria alla Costituzione turca in vigore. Critica anche gran parte della comunità internazionale, a cominciare dall'Unione europea che vede con sospetto queste riforme in odore di autoritarsimo.
La legge arriva insieme a quella, promulgata dal presidente la settimana scorsa con riserva, che rafforza i poteri governativi su Internet con possibilità di chiudere siti da parte della polizia con minor garanzie liberali . Le due iniziative sono viste come un tentativo a tenaglia del governo di Ankara per riprendere il sopravvento e consolidare il proprio ruolo, messo a repentaglio dagli sviluppi della maxi-inchiesta su corruzione e tangenti negli appalti pubblici: inchiesta che ha già condotto all'arresto di numerosi esponenti della cerchia ristretta del capo dell'esecutivo o di loro congiunti.
Proprio ieri Erdogan era tornato nell'occhio del ciclone in seguito alla
pubblicazione di una presunta intercettazione telefonica, in cui avrebbe chiesto al figlio Bilal di far sparire milioni di euro da casa, prima di un blitz della polizia. Polizia che Erdogan accusa di essere manovrata da Fethullah Gulen un predicatore islamico un tempo fedele amico del premier e ora suo acerrimo nemico da quando il primo ministro ha deciso di sopprimere circa 4mila scuole private (c'è una legge in attesa anche per questo in Parlamento) , di cui un migliaio di proprietà della confraternita guidata dallo stesso Gulen, che oggi vive negli Stati Uniti in un esilio scelto volontariamente. Erdogan ha accusato Gulen di essere l'ispiratore dell'inchiesta sullo scandalo per corruzione che ha portato alle dimissioni di 4 ministri, grazie alle sue connessioni nella magistratura e nella polizia. Per combattere questa presunte influenze di Gulen, Erdogana ha fatto trasferire centinaia di poliziotti che si erano occupati delle indagini sullo scandalo e ora ha ottenuto un maggior controllo della magistratura da parte dell'esecutivo attraverso l'organo di controllo.
Bisognerà vedere se l'opinione pubblica in vista del voto per le elezioni amministrative sarà disposta a credere alla versione dei fatti del premier che parla di «complotti internazionali» alle sue spalle o se invece la classe media turca cercherà un ricambio, dopo 12 anni di governo ininterrotto dell'Akp, in altre formazioni politiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA








