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Questo articolo è stato pubblicato il 11 maggio 2014 alle ore 08:14.
È interessante capire con quali criteri sceglie le opere d'arte. «Alcuni sono collezionisti d'affari. Io invece sono un collezionista visivo, e compro ciò che stimola e cattura la mia mente. L'arte contemporanea mi rende felice e mi fa sentire una persona più completa. Imparo dalle opere che ho intorno e mi piace trasferire questa conoscenza agli altri, perciò inserisco quadri e sculture nelle mie costruzioni. All'inizio non tutti apprezzano, ma poi quando ne parli e spieghi loro le opere, il punto di vista cambia. L'arte ha una straordinaria potenzialità edificante».
Con lo stesso trasporto che caratterizza ogni sua risposta, Pérez ricorda anche il suo periodo nero. «Dal 2007 al 2009 ho attraversato la fase più difficile della mia vita, sia per la crisi economica sia perché contemporaneamente mi hanno trovato una cisti nel pancreas, che si pensava fosse un cancro. Quando ti capita qualcosa di simile, cominci a pensare al tuo lascito, al modo in cui impieghi il tempo. Così ho cambiato stile di vita e, da agnostico, ho capito che mi piace vivere la vita senza essere disonesto o scorretto. Molte volte mi sono sentito più orgoglioso di come io abbia maneggiato i problemi che di come abbia creato la mia fortuna».
Il talento esistenziale di Pérez sembra guidato da un metodo infallibile: «Ho sempre applicato il concetto di resilienza, che permette di adattarsi a ogni cambiamento. Cambiare vuol dire anche reinventarsi, essere in grado di analizzare e prendere decisioni rapide. Nel mio settore, la peggior cosa è persistere nell'errore. Quando ho avviato la mia azienda a Miami, ce ne erano in campo altre dieci. Oggi siamo rimasti in due, mentre gli altri si sono estinti, come i dinosauri».
Prima di concludere l'incontro e decollare in elicottero, l'attenzione cade sul l'Europa e l'Italia. «Singolarmente i Paesi europei sarebbero ininfluenti, mentre insieme diventano un blocco forte. Per me è straordinario che l'Europa rimanga stabile nel confronto col dollaro. Avete saputo capovolgere una situazione incredibilmente difficile in una grande unione. E, se oggi fossi un uomo d'affari in Italia, farei sempre e solo le cose per le quali provo una profonda passione. Io amo l'eccitazione di un progetto che sia unico, bello e visionario, capace di modificare il modo di vivere delle persone. Quindi, in Italia, sarei esattamente me stesso».
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