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Questo articolo è stato pubblicato il 21 dicembre 2010 alle ore 06:40.
Da oggi i meccanismi alla base di internet potrebbero andare verso un nuovo corso. La svolta può cominciare negli Stati Uniti, dove è atteso un pacchetto di regole che, per la prima volta, diranno con chiarezza agli operatori come gestire il traffico degli utenti. Che cosa possono e non possono fare.
È una proposta che sarà presentata all'Fcc (Federal communications commission, l'Autorità tlc Usa) dal suo presidente, Julius Genachowsky. La commissione riunita deciderà oggi, quindi, se approvarla o respingerla, in un coro di polemiche bipartisan: tanta è infatti l'attesa negli Usa e grandi sono gli interessi in gioco, da parte di operatori telefonici e aziende web come Google.
La sostanza della proposta è già nota: Genachowsky l'ha anticipata qualche giorno fa, in un discorso pubblico. In sintesi, qualsiasi operatore internet (fisso e mobile) sarà libero di bloccare o rallentare il traffico ritenuto illegale (film pirata per esempio) o dannoso per la rete (attacchi di hacker). Gli operatori saranno costretti però a descrivere, con chiarezza e trasparenza, ai propri utenti il modo con cui gestiscono il traffico (se e quali servizi rallentano, bloccano o accelerano, per esempio). Sugli altri tipi di traffico (né dannosi né illegali), Genachowsky è intenzionato a permettere tutte le discriminazioni che non siano "irragionevoli". Chiarirà oggi, probabilmente, che cosa intende con questa parola, ma l'ipotesi più accreditata dagli esperti di policy tlc Usa è che vieterà solo le discriminazioni anti competitive. Per esempio, un operatore fisso che dovesse rallentare i film offerti da una certa azienda sul web, per favorire il proprio analogo servizio o quelli dei propri partner commerciali.
Gli operatori mobili avranno mani ben più libere, nel gestire il proprio traffico, annuncia Genachowsky: per «tutelare un mercato ancora agli inizi». Potrebbero così adottare nuove tecnologie, sulle proprie reti, per analizzare il traffico e così assegnare a ciascun servizio un costo e una velocità diverse. Esempio: se l'utente va su Facebook paga poco; molto se usa il VoIP (telefonia su internet) o YouTube; niente se usa i servizi dello stesso operatore, il quale inoltre li potrà velocizzare a bella posta (dando loro una priorità nel traffico totale). Nel caso della rete mobile, quindi, il regolatore non si porrebbe il problema delle pratiche anti competitive.







