Lavoro, burocrazie e diritti civili. Le 5 ragioni per cui i giovani scappano dall'Italia (e non tornano)
Secondo il Rapporto Censis 2013, gli italiani che hanno trasferito vita, lavoro e residenza fiscale all'estero sono cresciuti del 115% in meno di 10 anni: dai 50mila del 2002 ai 106mila del 2012. Un boom causato dagli under 35
di Alberto Magnani
4. Giovani in fuga/Nepotismo e burocrazia: «Perché non torneremmo mai in Italia»

(Marka)
Clientelismo, servizi inesistenti, chili di scartoffie burocratiche… Le molle delle super migrazioni di under 35 sono note, ma il rapporto Censis offre uno scavo interessante. In cima alla classifica, l'assenza di meritocrazia: il 54,9% degli intervistati ha scelto di formarsi o lavorare all'estero per sfuggire a raccomandazioni o blocco degli ingressi nella professione. Seguono clientelismo e bassa qualità delle classi dirigenziali (44,1%). I giovani si scaldano per "trattamento ricevuto" da istituzioni e aziende (28,2%) gli sprechi che prosciugano le risorse per welfare e risorse (27,4%) , ma anche su questioni più sottili come l'imbarbarimento culturale (34,2%), mancanza di senso civico (22,1%) e provincialismo (19,9%). Altro elemento: il peso burocratico. Cataste di documenti e garbugli legali in qualsiasi pratica di lavoro o studio sono il "problema intollerabile" che allontana dall'Italia il 18,9% dei ragazzi coinvolti nello studio.
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