Più di 150 tavoli per gestire crisi aziendali e di settori che, nel corso dell'anno, hanno coinvolto oltre 300 mila lavoratori. È il consuntivo dell'attività della task force che il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha attivato nel 2009 per contenere gli effetti della congiuntura economica internazionale sul sistema paese e soprattutto sull'occupazione.
«Nei momenti di difficoltà - ha sottolineato il ministro - un dialogo franco e responsabile tra Governo e forze sociali può contribuire ad allentare le tensioni, individuare possibili soluzioni, rafforzare l'efficacia delle misure di sviluppo».
Si è trattato, ha spiegato Scajola «di crisi che hanno riguardato tutto il territorio nazionale e con particolare intensità Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Lazio, Marche, Campania, Abruzzo, Sardegna e Sicilia. Seppure il quadro economico stia mettendo in evidenza l'inversione delle tendenze negative del 2009, restano in piedi iniziative e misure per contrastare l'onda lunga della congiuntura anche sul fronte occupazionale».
Il ministro ha ricordato che «si è trattato di una strategia basata su due pilastri fondamentali: da un lato, l'adozione di misure anticongiunturali, in grado di fronteggiare l'emergenza, salvaguardando strutture produttive e livelli occupazionali; dall'altro, la realizzazione di riforme strutturali per porre le basi per un deciso recupero di competitività del sistema paese, aprendo ad una nuova fase di crescita sostenuta e duratura per la nostra economia».
Gli ammortizzatori sociali, ha sottolineato Scajola «sono stati rafforzati con ben 8 miliardi di euro, mentre siamo intervenuti sul versante della domanda stimolando i consumi in settori strategici dell'economia italiana». Non solo incentivi per le automobili e gli elettrodomestici ecocompatibili, ma anche sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie in chiave di maggior efficienza energetica, il Piano casa, detassazione degli utili reinvestiti, Iva all'incasso, revisione degli studi di settore per le Pmi, semplificazione amministrativa e moratoria sui crediti bancari alle imprese.

E poi c`è stata la gestione capillare delle crisi di ciascun settore e di singole imprese. «Soprattutto nei momenti di difficoltà acuta, un dialogo franco e responsabile tra il Governo e le forze sociali - rimarcato il ministro - può contribuire ad allentare le tensioni, individuare possibili soluzioni, rafforzare l'efficacia delle misure di sviluppo». Da fine ottobre è inoltre stato istituito al ministero l'Osservatorio sulle crisi di impresa proprio per seguire l'andamento della congiuntura economica e le sue ripercussioni nei settori produttivi, sull'occupazione e sul territorio, che consente di intervenire in modo tempestivo sulle situazioni maggiormente delicate, scongiurando così che ci siano conseguenze più gravi.
Accanto a questi interventi, sono state anche gestite le crisi di 72 gruppi in amministrazione straordinaria, che hanno interessato 215 imprese con quasi 40mila dipendenti, riuscendo già a ricollocare oltre 15mila persone.
Si aggiungono poi le procedure di amministrazione straordinaria (ex leggi Prodi e Marzano) che hanno interessato 8 grandi gruppi, coinvolgendo 145 imprese e oltre 32mila dipendenti. Proprio per superare i limiti applicativi delle amministrazioni straordinarie, è stato presentato già ad inizio legislatura un disegno di legge di riforma, attualmente all'esame parlamentare.
Scajola ha messo in evidenza la riforma dei Contratti di programma che, con i nuovi Contratti di Sviluppo, ha esteso l'ambito di applicazione anche al di fuori del settore industriale, sino a ricomprendere i comparti del turismo e del commercio. Infine, in questi dodici mesi di crisi, una boccata d'ossigeno alle imprese di piccole e medie dimensioni è arrivata dal Fondo di Garanzia, che ha allentato la morsa esercitata dal credito nei confronti di 24 mila aziende, con finanziamenti per oltre 4,5 miliardi di euro. In particolare le domande di accesso da un anno all'altro sono aumentate del 103% e la richiesta di finanziamento del 212%.

 

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