Nei giorni dei saldi di fine stagione è corsa all'occasione negli outlet di tutta Italia. Ma c'è chi gli affari li fa tutto l'anno. E si porta a casa un prodotto di qualità a un prezzo conveniente. Stiamo parlando dei gruppi d'acquisto solidale, una realtà che ha avuto un vero e proprio boom nell'anno appena passato, al punto che molte aziende hanno pensato di rivolgersi direttamente a questo mercato. Con ottimi risultati, alla faccia della crisi...

Per il calzaturificio Astorflex in provincia di Mantova per esempio, l'anno appena concluso è stato decisamente positivo. A fine del 2008 l'azienda ha deciso di affiancare all'attività di contoterzista la produzione di modelli propri. Seguendo la filosofia della filiera corta: realizzare tutto in casa, servendosi di fornitori locali e poi vendere direttamente alla clientela, bypassando negozi e grande distribuzione. Ma soprattutto puntando sui gas, i gruppi d'acquisto solidali a cui vengono garantiti sconti consistenti.

«La scelta ci ha più che premiato» può dire oggi Gigi Perinello, che ha avuto quest'idea. «In un anno sono state prodotte 25mila calzature e a Natale abbiamo fatto fatica a stare dietro agli ordini. Oggi l'azienda, che continua a lavorare per i grandi marchi, fa un quarto del suo fatturato solo con i gas. «Quest'anno abbiamo assunto cinque persone - racconta - e i nostri fornitori (due piccole aziende da cinque dipendenti l'una) ne hanno prese altre quattro. Se si pensa che solo un anno fa avrebbero dovuto chiudere, il bilancio di quest'avventura fa 19 posti di lavoro salvati: questa è la soddisfazione più grande!».

I numeri non sono paragonabili a quelli dell'economia tradizionale. È un fatto però che la realtà dei gas abbia rappresentato per molte piccole aziende (dall'agricoltura biologica all'abbigliamento) una rete di sicurezza capace di tenerle al riparo dalla crisi. Oltre la vicenda della Astorflex, è esemplare a questo proposito la storia (che avevamo raccontato qualche mese fa) del caseificio Tomasoni, un vero e proprio caso di azienda salvata e rilanciata dai suoi clienti.

Ma quali sono le ragioni di questo fenomeno? Da una parte c'è il boom di gruppi d'acquisto, mai così tanti e così numerosi: le stime parlano di circa 50mila aderenti. Non bisogna poi trascurare l'effetto anticiclico della cosiddetta «economia di relazione». «Tra produttore e gas si fa un patto. A inizio stagione gli ordini e i prezzi sono prestabiliti. In questo modo chi produce non subisce i contraccolpi di eventuali oscillazioni della domanda e chi consuma non ha sorprese sul fronte dei prezzi» spiega Pietro Raitano, direttore del mensile Altreconomia.

 

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