Il governo spagnolo annuncia un maxi-piano all'insegna dell'austerità di qui al 2013. Il vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega ha spiegato che «il piano porterà risparmi per 50 miliardi di euro entro il 2013».

L'urgenza del piano è dettata dal brusco peggioramento dei dati sui conti pubblici: secondo il governo guidato dal premier socialista José Zapatero lo scorso anno il deficit di bilancio ha raggiunto l'11,4 per cento del Pil contro il 9,5 per cento previsto in precedenza. Il governo di Madrid intende riportare entro il limite del 3% il rapporto deficit/pil al nel 2013 e prepara tagli di spesa nell'ordine del 4%. A riferire delle nuove stime è stato il ministro dell'Economia Elena Salgado. Confermata la previsione di un nuovo calo del Pil nel 2010 pari allo 0,3 per cento, mentre sul 2011 è atteso un ritorno all'espansione con un più 1,8 per cento.

Per Madrid sono ulteriori dolori sul versante del lavoro. Il tasso di disoccupazione spagnolo è salito ai livelli record da 12 anni, toccando il 18,8% nel quarto trimestre 2009 (dal 17,9% del terzo trimestre), in rialzo anche rispetto alle previsioni che davano il 18,5%. Il numero dei senza lavoro ha ampiamente superato i 4 milioni, su una popolazione di 46 milioni e il numero è salito in un anno di un milione. Ciò significa che più di una persona su tre che ha perso il lavoro nell'Eurozona, nell'ultimo anno, è spagnola. E proprio oggi il ministro del Lavoro ha proposto di innalzare l'età pensionabile a 67 anni.

 

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