«In Italia le donne studiano di più e sono attive nel mercato del lavoro, ma faticano a raggiungere la vetta: sono un quarto degli uomini in posizione di vertice, e spesso hanno livelli retributivi diversi». Parte dai dati del
Censis l'intervento del presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo a palazzo Giustiniani al convegno "Dentro le istituzioni: percorsi di opportunità" promosso dalla commissione per le pari opportunità del Senato, per esaminare quella che è la situazione in politica delle donne.

Schifani ha sottolineato come al Senato la presenza femminile sia del 18,01% a fronte di una
presenza maschile dell'81,99 per cento. Alla Camera l'andamento è leggermente migliore se si considera che siedono al parlamento il 22,7% delle donne e il 78,73% degli uomini. A fronte di questi numeri, però, ha detto Schifani, e nonostante «il recente rapporto della commissione europea» che «evidenzia la crescita ai vertici della politica delle donne, l'Italia occupa ad oggi uno degli ultimi posti, mentre Svezia, Finlandia e Slovenia registrano una partecipazione politica al femminile pari al 50 per cento».

Emma Bonino, vicepresidente del Senato, ha ricordato come «esistono ancora, non dei soffitti
di cristallo, ma delle pareti nell'accesso alle carriere dirigenziali», infatti le donne con funzioni direttive negli uffici del Senato sono il 28,7%, anche se la presenza femminile negli uffici di Palazzo Madama ha raggiunto il 46 per cento.

Per superare lo squilibrio esistente tra uomini e donne nelle istituzioni elettive, Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, ha lanciato una proposta: punire le liste che non eleggono le donne. E ha proposto una soluzione da applicare in modo laico: «assegnare i risarcimenti elettorali solo ai partiti che eleggono davvero le donne, e non che le candidano e basta. In poche parole - ha concluso Finocchiaro - premiare i partiti che portano donne nelle
istituzioni e penalizzare quelli che non lo fanno. E vediamo se così cambiano le cose».


«Perché ci siano più donne ai vertici nella politica, nelle istituzioni, nelle aziende - ha sottolineato Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario e deputato Pdl - non basta la buona volontà né le affermazioni di principio. Servono leggi ad hoc che impongano quote di genere nelle posizioni apicali». (N.Co.)

 

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