Dall'Agenzia delle entrate arriva un vademecum per le imprese che operano nei settori del tessile e dell'abbigliamento per usufruire delle agevolazioni fiscali. Ci sono 70 milioni di euro per dare sprint al made in Italy e supportare le attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo finalizzate alla realizzazione di campionari (previste dal dl 40/2010).

Le istruzioni sono contenute nella circolare 22/E che chiariscono i termini per accedere alla detassazione dal reddito d'impresa degli investimenti effettuati nel 2010 e individuano chi può usufruire del beneficio, per quali costi, con quali modalità di calcolo e di presentazione della richiesta.

Per usufruire del beneficio non ci sono limiti di natura giuridica o legati alla dimensione aziendale. L'agevolazione interessa gli operatori che svolgono attività produttive di reddito d'impresa nei settori delle industrie tessili e della confezione di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia (tabella ATECO 2007), anche se l'attività non è svolta in modo prevalente. L'agenzia chiarisce che possono accedere al beneficio sia le imprese residenti sia le stabili organizzazioni, anche se determinano il reddito in modo forfetario e hanno iniziato l'attività dal 2010.

Effettuare attività di ricerca e ideazione estetica, o realizzare prototipi per creare un campionario o delle collezioni, sono alcune delle condizioni necessarie per usufruire della detassazione dedicata al settore tessile e della moda. Nel testo della circolare c'è anche una panoramica dei costi ammissibili, specificando che il contribuente deve dimostrare l'inerenza delle spese alle attività agevolabili.

La detassazione spetta esclusivamente ai fini dell'Irpef (comprese le addizionali) e dell'Ires, viene riconosciuta a prescindere dal risultato di esercizio (utile o perdita) e consiste nell'esclusione dal reddito d'impresa di un importo determinato in base agli investimenti effettuati. Attenzione: il risparmio d'imposta non può superare l'importo massimo che l'Agenzia comunicherà, in via telematica, al contribuente in seguito alla sua richiesta di agevolazione, che va presentata tra il 1° dicembre 2010 e il 20 gennaio 2011. In caso di investimenti che nel loro complesso superino i 70 milioni di euro stanziati, l'agevolazione viene attribuita proporzionalmente all'ammontare del risparmio d'imposta richiesto dal contribuente. L'Agenzia chiarisce inoltre che, in base alle disposizioni comunitarie sugli aiuti de minimis, l'importo massimo per il quale si può fruire dell'agevolazione è pari a 200mila euro. (N.Co.)

APPROFONDIMENTI
DOCUMENTO / La circolare delle Entrate
 

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