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Questo articolo è stato pubblicato il 26 luglio 2011 alle ore 08:22.

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Un legame che ritorna, quello tra Banco di Desio e Alberto Foà: in passato in Anima, oggi in AcomeA. L'assemblea straordinaria della società di gestione del risparmio, rilevata un anno fa da Fonsai, ha deliberato un aumento di capitale riservato a favore di Banco di Desio e della Brianza Spa, per una quota pari a circa il 9% del capitale.

Risale al 1999 la nascita del connubio tra i due soggetti, quando Banco di Desio entrò nel capitale di Anima Sgr (rilevata da Foà cinque anni prima), a sostegno dell'attività di gestori "contrarian" che rivelò le proprie potenzialità nel decennio successivo, nelle fasi difficili di mercato. Un investimento azzeccato per la banca brianzola, alla luce del collocamento in Borsa dell'Sgr nel 2005 (tramite un'Opvs); quindi la cessione a Bpm del 30% del capitale nel 2007 per 145 milioni di euro, ai picchi di mercato pre-crisi subprime; cui seguì tra fine 2008 e inizio 2009 un'Opa ostile da parte della Popolare di Milano, per altri 113 milioni di euro. Cifre che contribuirono non poco ai mal di testa del management dell'istituto. (Ma.l.C.)

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