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Questo articolo è stato pubblicato il 17 agosto 2011 alle ore 06:30.
L'ultima modifica è del 17 agosto 2011 alle ore 09:53.

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Un anno fa scoppiava la «Guerra della Bistecca» italo-brasialiana tra Cremonini e il numero uno al mondo Jbs. Il colosso carioca accusava il socio italiano di osteggiarlo e di scarsa trasparenza sulla joint-venture Inalca. Il sospetto dei brasiliani era che a Modena si pompassero i numeri di Inalca per incassare una clausola di earn-out che Jbs avrebbe dovuto pagare se fossero stati raggiunti certi traguardi di bilancio.

Ne è seguita una feroce disputa legale e societaria, senza esclusione di colpi. Poi, a inizio anno, i due gruppi siglano un accordo : sciolta la join venture, Cremonini si è ripresa tutta Inalca e Jbs ha incassato dei soldi. Da pochi giorni, però, sono disponibili le semestrali dei due gruppi.

Sulla «guerra dei numeri», è Cremonini a vincere: Jbs è finita in perdita per circa 50 milioni di euro nei primi sei mesi del 2011 (mentre sfoggiava un utile l'anno prima). Il gruppo italiano, invece, è riuscito a mantenere un utile stabile (33 milioni). E la tanto controversa Inalca? Pare vada a gonfie vele: Mol in crescita e profitti in linea con il 2010. (S.Fi.)

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