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Questo articolo è stato pubblicato il 13 marzo 2012 alle ore 09:42.
L'ultima modifica è del 13 marzo 2012 alle ore 09:42.

COSTITUENTE DELLA CULTURA
Aderite al Manifesto della cultura e scrivete a fermoposta@ilsole24ore.com
Le lettere in pagina sono una selezione tra le tante arrivate, che saranno pubblicate sul Sole 24 Ore Domenica del 18 marzo

La cultura non si mangia. La cultura si respira e, come l'aria, non può mancare mai. Se manca l'aria non si respira. Se non si respira si muore. Tuttavia ci si abitua presto a respirare aria di cattiva qualità. Il Manifesto per la costituente della cultura ha il merito di aver spalancato porte e finestre per consentire il ricambio dell'aria viziata. Aderisco perché questa ventata di speranza e di futuro ha, almeno un poco, ridato un senso alla mia frustrante attività di assessore alla cultura del mio Comune.
Mauro Caveri
assessore alla Cultura del Comune di Lavagna (GE)

Non serve essere economisti
Ho una formazione totalmente umanistica ma condivido in pieno il discorso economico. Non occorre essere degli economisti per comprendere che la tutela e la valorizzazione di tutto il patrimonio che possiede l'Italia e gli incentivi alla ricerca sono fondamentali per tornare a crescere.
Moira Minafro

Un'identità da proteggere
Quale dipendente del ministero per i Beni Culturali, vivo quotidianamente l'assoluta urgenza dei contenuti evidenziati nel manifesto. Le logiche della cultura si differenziano da quelle strettamente economiche ma la (giusta!) difesa di tale differenza non può arroccarsi nella contraddittoria volontà di escludere, di fatto, il patrimonio culturale dalle funzioni che la sua connessione al contesto reale gli assegna.
Marco Vasile
Ufficio Beni Archeologici di Paestum

Il Paese delle Sagre
Basta avere un figlio che frequenta una scuola e ti rendi conto come in pochi anni l'insegnamento e le iniziative culturali all'interno delle scuole statali siano regredite ed impoverite. Se poi parliamo delle iniziative sponsorizzate dalle varie amministrazioni o partiti, le più diffuse sono: la sagra del porcello, la sagra dell'uva, la sagra del formaggio, la festa della birra e via dicendo.Se invece vuoi che tuo figlio acceda a corsi di musica, teatro, poesia, potenziamento di lingue straniere, devi pagare profumatamente dei corsi privati. Le gite scolastiche sono un miraggio. Forse è il caso di rivedere come funzionano le scuole, perché secondo me è da lì che bisognerebbe partire per ricreare una sensibilità alle culture.
Piera Trapletti

Con la cultura si mangia
Come può un Paese come l'Italia, essere estraneo allo sviluppo del suo più importante "core business"? Che non è solo una modalità per garantire occupazione ed aiutare la crescita del Pil ma il mezzo per ricostruire un Paese logoro, stanco, sfibrato dalle tv spazzatura e da stili di vita ed educazione civica ritenuti inqualificabili in ogni parte dell'Occidente civile e moderno. Aiutiamo le nuove generazioni a crescere in un Paese orgoglioso della sua storia, del suo giacimento artistico, monumentale, culturale. Aiutiamo i giovani qualificati a trovare un lavoro in modo da non essere costretti ad andare in Germania, in Inghilterra,in Francia a portare i loro saperi.Sono loro la nuova ricchezza del Paese non lasciamoli fuggire.Non è vero che con la cultura non si mangia.
Romano Galossi

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