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Questo articolo è stato pubblicato il 30 maggio 2012 alle ore 06:48.
L'ultima modifica è del 30 maggio 2012 alle ore 08:26.
Naturalmente si tratta di un percorso complesso, ma ciò che conta è stabilire e condividere l'obbiettivo, individuando con tempi certi le tappe intermedie. Anche i mercati, che sono tutt'altro che ciechi, ne prenderebbero atto, ben prima che il progetto giunga al traguardo. Siamo convinti che se la Germania proporrà questo all'Europa la risposta non potrà che essere positiva. Il Parlamento europeo, il solo organo che rappresenta democraticamente i cittadini europei, dirà sì. L'Italia dirà sì. Una gran parte dei governi dell'Unione europea dirà sì. E questa volta la Francia esiterà a respingere una via, che è la sola che può portare l'Unione, anzitutto l'Eurozona, fuori dalla crisi, verso lo sviluppo sostenibile, verso il futuro.
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