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Questo articolo è stato pubblicato il 13 luglio 2012 alle ore 07:55.
L'ultima modifica è del 13 luglio 2012 alle ore 08:59.

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Dalla breve ma durissima tappa alpina (148 chilometri da Albertville a La Toussuire-Les Sybelles) è uscito un primo verdetto, certamente non definitivo – siamo appena a metà percorso e mancano ancora i Pirenei – ma la coppia Sky (Bradley Wiggins e Christopher Froome) ha messo una prima (forte) ipoteca sul Tour.

I due corridori inglesi sembrano di un'altra categoria, Vincenzo Nibali non solo si è difeso molto bene ma ha anche provato ad attaccare mentre Cadel Evans ha pagato dazio e ora si trova al quarto posto a oltre tre minuti da Wiggins, leader della corsa.

La nota positiva della giornata è stata ancora Nibali con una prestazione che mi ha sorpreso e ora può puntare con convinzione al podio; già ora occupa il terzo gradino dopo aver scavalcato Evans. Il Centro Mapei ha parlato con l'australiano, chiaramente amareggiato per la prestazione di ieri condizionata da disturbi di digestione.

Il duo inglese di Sky sembra inattaccabile. Va detto che Wiggins per un momento ha vacillato di fronte all'attacco di Nibali e Froome è rimasto un po' attardato, poi però è rientrato, ha aiutato il proprio capitano negli ultimi chilometri e, infine, ha preceduto tutti nella volata del gruppetto dei migliori. Mi arrivano notizie negative su Ivan Basso che ha accusato un forte ritardo e con il morale a terra; appare evidente che non ha migliorato la condizione rispetto al Giro d'Italia.

Lo scossone ai vertici della graduatoria generale non deve far passare sotto silenzio la bella impresa del francese Pierre Rolland che ha vinto la tappa. È la terza vittoria a dimostrazione che i francesi si stanno difendendo meglio rispetto alle precedenti edizioni del Tour.

Oggi frazione molto lunga (226 chilometri da Saint-Jean-de- Maurienne ad Annonay Davézieux); le salite sono concentrate nella prima parte ma il finale presenta diverse asperità che potrebbero fare qualche altra vittima. I ciclisti devono, infatti, fare i conti con gli sforzi e le fatiche degli ultimi due giorni di montagna.

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