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Questo articolo è stato pubblicato il 18 agosto 2012 alle ore 08:15.

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Il mare della Baia di Naxos a volte è placido come un lago. Addolcisce talmente il cuore che sembra impossibile che qualcuno abbia fatto demolire la parete che divideva due suite in uno degli hotel che a Taormina vi si affacciano per poter sistemare meglio una grande famiglia. «Eppure è successo - dice il general manager dell'Imperiale, Giacomo Battafarano - l'abbiamo ricostruita appena sono andati via. Gli arabi hanno bisogno di spazi per alloggiare l'entourage: se non ci sono, li creiamo». Sarà anche per questo tipo di servizi che la città siciliana vive un nuovo boom turistico (+14% gli arrivi da inizio 2012, secondo Res-Str Global), e che gli importanti investimenti degli anni scorsi hanno fatto sì che il 65% di chi arriva in città pernotti nei cinque e nei quattro stelle. In questo senso Taormina è un estratto dell'Italia, dove gli stranieri, nonostante la crisi e anche la ruggine del sistema dei trasporti, riempiono i registri delle prenotazioni degli alberghi di lusso. Il fenomeno è globale: nel 2011 per la prima volta, secondo l'Organizzazione mondiale del turismo, agenzia specializzata dell'Onu, la spesa dei turisti mondiali ha superato i mille miliardi di dollari (+3,9% sul 2010; per il 2012 si prevede un ulteriore aumento del 3-4%).

Nella top ten delle destinazioni mondiali l'Italia è al quinto posto, sia per arrivi (46,1 milioni, +5,7% sul 2010) sia per spesa dei turisti (43 miliardi di dollari, +10,8% sul 2010), staccata da Spagna e Francia (con 59,9 e 53,8 miliardi, +14% e +15% sul 2010). Spesa che rappresenta il 15% di quella complessiva degli stranieri in Europa.

I dati rivelano che non possiamo più vivere di rendita e dei fasti del Grand Tour. Sul pianeta le mete degne di un viaggio si moltiplicano, soprattutto nei Paesi emergenti, tanto che, sempre secondo l'Organizzazione mondiale del Turismo, il flusso mondiale dei turisti nel 2011 è aumentato del 4,6%, coinvolgendo 983 milioni di persone. Per questo in Italia servizi e personalizzazione dell'offerta cercano di superarsi. Anche chi opera nel settore da 50: «Per festeggiare il primo mezzo secolo di vita abbiamo offerto due concerti ai nostri ospiti - racconta Franco Mulas, area manager Starwood in Costa Smeralda, al vertice delle sue quattro star, il Cala di Volpe, il Pitrizza, il Cervo e il Romazzino - a luglio Elton John, poi, per i più giovani, è arrivato il Rhythm and Blues di Ne-Yo». Anche se la Costa Smeralda vede la crisi passare lontana, ha dovuto rinnovarsi: «Abbiamo inaugurato - continua Mulas - nuove ville al Romazzino e al Pitrizza, con grandi spazi, fondamentali per competere con ville private e yacht. Aspettiamo gli arabi, che arriveranno alla fine del Ramadan, cioè in questi giorni».

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