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Questo articolo è stato pubblicato il 17 agosto 2013 alle ore 08:29.

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Steve Benen, blogger politico della Msnbc, ha colto in fallo PolitiFact, il sito che dovrebbe smascherare le bugie dei politici.

Eric Cantor, deputato repubblicano della Virginia, questo mese ha partecipato a uno spettacolo televisivo domenicale parlando dei «deficit crescenti» degli Usa, quando in realtà il disavanzo sta calando rapidamente. Eppure PolitiFact è riuscito, non si sa come, a definire la dichiarazione di Cantor «vera per metà». Il punto cruciale non è che Cantor abbia detto una cosa indiscutibilmente falsa, ma il fatto che abbia capovolto la faccenda.
Oggi, il dato di fondo di qualunque dibattito sui conti pubblici è che i deficit stanno calando rapidamente, anche se l'economia continua a stagnare.

Il calo del deficit significa che le prospettive del debito pubblico nel medio termine non destano più preoccupazione; perfino le proiezioni fino al 2030 non appaiono così negative. Intanto, ridurre il disavanzo in un'economia depressa, con tassi di interesse che non possono scendere ulteriormente perché sono già quasi a zero, sembra una politica macroeconomica alquanto malaccorta.

È di questo che dovremmo discutere: siamo sicuri che vogliamo che il deficit cali così in fretta? E invece abbiamo un esponente repubblicano che parla come se vivessimo in un universo alternativo, dove il deficit invece di calare aumenta. E PolitiFact ci viene a dire che le sue dichiarazioni sono vere per metà.

È lo stesso vecchio problema: gli organi di informazione, e PolitiFact in particolare, sono preparati ad avere a che fare con un mondo in cui tutti e due i partiti rispettano la realtà e bugie e convinzioni errate sono distribuite fra Democratici e Repubblicani. Di fronte a una realtà squilibrata, questi organi di informazione annaspano, trattando modeste esagerazioni di esponenti democratici come se fossero la stessa cosa delle falsità pure e semplici pronunciate da rappresentanti dell'altro schieramento, e trattanano casi di politici repubblicani che distorcono clamorosamente i fatti come lievi discostamenti dalla realtà.

Dovrebbe essere semplice: PolitiFact dovrebbe limitarsi a giudicare sulla base dei fatti, senza tener conto dell'appartenenza partitica, che non è la stessa cosa di essere "imparziali", che suggerisce un'idea di "equilibrio". Ma sembra proprio che non ci riesca.
Un sondaggio che mi piacerebbe vedere. In un articolo uscito questo mese sull'edizione online della rivista New York, Jonathan Chait ha parlato di Rand Paul, il senatore repubblicano del Kentucky, che discuteva dei mali di avere ogni anno «un disavanzo di mille miliardi di dollari»: la realtà è completamente diversa, dato che il disavanzo è intorno ai 600 miliardi di dollari e sta scendendo. Siamo dalle parti dei «deficit crescenti» di Cantor.

È abbastanza evidente che Rand Paul ignora che il deficit sta calando, e probabilmente non lo sa nemmeno Cantor. La faccenda mi ricorda il 2011, quando candidati teoricamente ben informati come Tim Pawlenty continuavano a cianciare di esplosione del pubblico impiego in un periodo di tagli dei dipendenti pubblici. Quando entri nel gorgo dell'informazione conservatrice, sei convinto di un mucchio di cose che non esistono.

Quello che sarei curioso di sapere è cosa sanno i cittadini. Larry Bartels, professore e politologo, cita un sondaggio realizzato nel 1996, in cui veniva chiesto agli elettori se il deficit fosse aumentato o diminuito sotto la presidenza Clinton. Era diminuito, ma la maggioranza relativa degli elettori (e una netta maggioranza assoluta dei Repubblicani) era convinta che fosse aumentato.

Mi piacerebbe vedere adesso un sondaggio simile, che chieda agli elettori se, secondo loro, dal 2009 a oggi il deficit sia cresciuto o diminuito (è diminuito, di oltre la metà).
Scommetto che i risultati sarebbero gli stessi del 1996.
(Traduzione di Fabio Galimberti)

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