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Questo articolo è stato pubblicato il 14 febbraio 2013 alle ore 22:29.

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Luciana Littizzetto (Ansa)Luciana Littizzetto (Ansa)

L'amore, i diritti civili, le pari opportunità, l'importanza del sacrificio e la consapevolezza che «un uomo che ci picchia non ci ama: è uno stronzo e basta». Luciana Littizzetto e Roberto Baggio sono i primi protagonisti della terza serata del Festival. Tra leggerezza e momenti seri, le imitazioni di Fabio Fazio e il flash mob contro la violenza sulle donne.

La puntata si apre nel segno di San Valentino: prima uno spezzone del film «Straziami ma di baci saziami» di Dino Risi con l'indimenticabile Nino Manfredi che cita il testo de «L'immensità» di Don Backy come fosse un classico della letteratura; poi Fazio e la Littizzetto guadagnano il centro della scena cantando la hit di Amedeo Minghi e Mietta «Vattene amore», terza a Sanremo 1990. Ci scappa pure un bacio.

Ed è subito concorso con «La felicità», swing easy listening di Simona Molinari e Peter Cincotti. Appena una battuta di Lucianina («Sai che mi sto abituando a Sanremo? Mi viene la sindrome di Pippo che è dovuto andare in comunità») e si passa a Marco Mengoni con «L'essenziale», ballata che a ogni ascolto riesce sempre più ovvia. Fazio sempre più in vena di imitazioni rifà il vecchio cavallo di battaglia di Mike Bongiorno, trattando la Littizzetto come fosse la signora Longari. Quindi tocca a Elio e le Storie Tese, stavolta invecchiati e ingrassati in sala trucco (Elio ha addirittura un paio di braccia finte), con la genialata de «La cazone mononota», sempre più interessante.

Siparietto della Littizzetto che taglia «un po' di pelo della barba del maestro Vessicchio» come souvenir di Sanremo. «Me lo metto nelle tette – dice – ché è il massimo dell'erotismo». Malika Ayane si cimenta con l'r'n'b solare di «E se poi», pezzo firmato dal leader dei Negramaro Giuliano Sangiorgi. La ragazza punta al podio, s'è capito. Pagina d'antologia il discorso di Lucianina sulla difficoltà degli uomini a dire ti amo: «Dite dei derivati, come quelli delle banche».

E invece: «Dire ti amo non crea né impotenza, né dipendenza». Però «noi vi amiamo lo stesso. Anche se di notte russate che ci sembra di dormire ai piedi dello Stromboli. Vi amiamo quando anche se per fare un caffè ne spargete un quarto sul tappeto e due quarti sui fornelli, vi amiamo quando fate quelle battute tipo: "Guarda la madre perché la figlia diventerà così". Voi no: voi siete pirla fin da subito».

E ancora: «Vi amiamo perché l'amore è un apostrofo rosa tra le parole "È irrecuperabile ma quasi quasi me lo tengo"». Quindi un appello per le pari opportunità: «Pensa che bello vivere in un Paese che riconosce a tutti gli stessi diritti». Riferendosi agli uomini che, per complimento, dicono alle donne: «Hai le palle», Luciana precisa: «Noi non vogliamo essere con le palle. Noi ci abbiamo le tette, basta e avanza. Noi vogliamo rispetto», perché «un uomo che ci mena non ci ama, mettiamocelo in testa, salviamolo nell'hard disk. Un uomo che ci picchia è uno stronzo».

E così la Littizzetto partecipa al flash mob contro la violenza delle donne di «One billion rising», abbozzando passi di danza in mezzo a una folla di ballerine professioniste. Una pausa e si torna alla competizione con i Marta sui Tubi e il combat folk di «Vorrei», ma anche Chiara con l'electro-tango di «La vità che sarà», altra pezzo in crescita.

E arriva il momento di Roberto Baggio, tornato sui teleschermi dopo anni di assenza. Rievoca brevemente i trascorsi da calciatori e il suo impegno per i diritti civili, ricorda quando la leader politica birmana Aung San Suu Kyi l'ha incaricato di ritirare il premio World Peace Award per lei.

Dopo l'intervista di Fazio, l'ex Divin Codino legge una lettera «a tutti i giovani e tra questi i miei figli. Per venti anni ho fatto il calciatore, ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani. Vorrei invitare i giovani a riflettere su alcune parole. La prima è passione. Guardatevi dentro e lì la troverete. La seconda è gioia, sensazione di completezza di chi sta vivendo appieno la propria vita». La terza parola è «coraggio», la quarta «successo» ma solo se i giovani seguono «gioia e passione». Baggio esorta in ultimo al sacrificio: «Abbracciate i vostri sogni e seguiteli».

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