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Questo articolo è stato pubblicato il 08 giugno 2010 alle ore 08:51.
Il federalismo fiscale fa scuola in Spagna. Le regioni stanno infatti seguendo strade diverse, per riportare il disavanzo dei loro conti all'1% del Pil all'orizzonte del 2013. Un obbligo imposto dal governo centrale che ha recentemente varato un ambizioso piano di austerità da 15 miliardi di euro per far rientrare il deficit pubblico dall'attuale 11,2% del Pil a un livello inferiore al 3% nel giro di tre anni.
Una manovra di carattere straordinario, sofferta, dato che incide sullo stato sociale (congelamento delle pensioni) e sui salari dei funzionari (riduzione del 5% in media), e che in futuro potrebbe riservare sorprese, sia sul fronte fiscale (sui redditi più elevati) sia in termini di scudo fiscale: misura peraltro smentita ieri ufficialmente dal ministro dell'Economia Elena Salgado. Una situazione molto tesa, tanto che oggi incroceranno le braccia 2,5 milioni di dipendenti dell'amministrazione pubblica, in vista di uno sciopero generale di tutti i lavoratori, se il Governo decidesse di varare la riforma del mercato del lavoro senza l'avallo di sindacati e imprenditori.
L'autonomia di cui godono le regioni fa sì che il risanamento finanziario si giochi soprattutto su due fronti: quello dei tagli alle spese e quello delle imposte. Il federalismo fiscale sarà il principale protagonista di questa manovra. Da quest'anno le regioni godranno di un maggiore grado di indipendenza in quanto avranno il controllo sul 50% dell'Irpef raccolta a livello nazionale (rispetto a un precedente 33%) sul 50% dell'Iva (dal 35%) e sul 58% delle imposte speciali (contro il 40%).
A rompere gli indugi è stata la Catalogna, che nei giorni scorsi ha deciso di aumentare di 2 punti l'aliquota Irpef sui redditi superiori a 120mila euro annui e del 4% su quelli oltre i 175mila euro. Nel primo caso l'aliquota complessiva passerà dal 43% al 45% (di cui il 23,5% per la parte regionale). Mentre nel secondo caso aumenterà di quattro punti (dal 21,5 al 25,5%), per un totale del 47%. A ruota si sono messe le Baleari e il Pincipato di Asturia, che hanno deciso di aumentare la pressione fiscale sui redditi oltre i 100mila euro. Mentre l'Andalusia ha annunciato che sta studiando un possibile incremento.







