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Questo articolo è stato pubblicato il 22 giugno 2010 alle ore 20:16.
Sostegno alla manovra finanziaria e alle politiche di risanamento dei bilanci pubblici nell'Unione europea, ma «il rigore si accompagni alle politiche a favore della crescita economica». Lo ha sostenuto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine dell'incontro delle associazioni industriali europee, chiedendo che i soldi risparmati con i tagli alla spesa pubblica improduttiva siano ridestinati a investimenti in innovazione e ricerca. «Siamo in una fase molto importante e delicata: è necessario portare avanti politiche di risanamento di bilancio, ma accanto a questo ci vuole anche un focus molto forte sulla crescita, altrimenti le politiche di rigore dei conti pubblici non sono sostenibili, perché se il pil non cresce non si riducono nemmeno deficit e debito», ha spiegato Marcegaglia.
In Italia - ha ricordato la presidente di Confindustria- «noi abbiamo supportato la manovra da 24,9 miliardi che è necessaria per far diminuire il deficit pubblico; e anche se alcuni cambiamenti andranno fatti, non devono essere modificati i saldi». Sempre parlando della difficile equazione fra rigore e crescita, Marcegaglia ha poi criticato l'atteggiamento tedesco, osservando che «la Germania ha la dinamica migliore per la produttività e i conti pubblici in condizioni migliori degli altri. Ma l'applicazione del modello tedesco, tutto basato sull'export, potrebbe portarci alla deflazione, a limitare ancora di più la crescita in Italia».
Tuttavia, ha aggiunto Marcegaglia, «va notato che, a fronte di un taglio di 30 miliardi della spesa pubblica e di 55.000 posti di dipendenti pubblici, il governo tedesco ha mantenuto investimenti per 12 miliardi nelle infrastrutture, nell'innovazione e nella ricerca». Così, quando Berlino «alza l'asticella sui conti pubblici, noi non possiamo sottrarci e dobbiamo fare una politica di rigore», ma, ha concluso la presidente di Confindustria, «dobbiamo continuare a dire che il rigore senza un motore di crescita comune non funziona; e al G20 ci aspettiamo che il presidente Obama spinga per dedicare maggiore attenzione alla crescita».








