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Questo articolo è stato pubblicato il 10 agosto 2010 alle ore 08:01.
ROMA - «Questo mese per noi oltre ad essere un mese sacro, è anche un mese dove si lavorerà senz'altro molto con la comunità. Dovremo rispondere alla domanda dei numerosi musulmani in Italia, che si troveranno da domani ad osservare il mese del Ramadan lontani dal paese d'origine».
A parlare è Ghizlan, una giovane marocchina con un'attività di ristorazione etnica, aperta da solo un anno circa, in uno dei quartieri multietnici di Roma, Centocelle. Un quartiere soprattutto marocchino, una porta palazzo in piccolo, perché la presenza di questa comunità nelle quattro vie che si incrociano ha disegnato secondo le proprie esigenze anche questo quartiere. Dove troviamo una piccola moschea, una pasticceria marocchina, diverse macellerie islamiche, e negozi di alimentari tipici nonché una libreria e il nuovo circolo culturale e ristorante di Ghizlan.
Come lei, sono in molti i proprietari di negozi alimentari "halal", pasticerie e macellerie, a lavorare duramente in questo Ramadan italiano. Si digiuna dall'alba al tramonto, e proprio dal tarmonto iniziano a risvegliarsi gli animi. È un mese di profonda spiritualità, ma nel corso degli anni è diventato anche un periodo di consumismo frenetico. Sono sempre di più, infatti, i prodotti studiati appositamente per questo mese e messi sul mercato. Non solo alimentari. Anche quest'anno Nokia per esempio aggiorna la sua suite di applicazioni per gli utenti musulmani. L'anno scorso è stata scaricata più di un milione di volte.
Le stime parlano di circa 2 milioni di musulmani in Italia, un dato in costante crescita. L'impatto sul lavoro è stato ed è importante. Alcune aziende ci hanno pensato per tempo con accordi specifici che prevedono pause per la preghiera: dalla Serralunga di Biella (tra le prime) al caso più recente della Alstom di Sesto San Giovanni. Ma gli accordi sono numerosi e vanno dall'Emilia alla Sicilia al Veneto.
Un nodo da sciogliere resta quello del Mantovano e della raccolta dei meloni: lo scorso anno non mancarono problemi e malori, con l'invito del Comitato per la sicurezza pubblica ad assumere liquidi, cosa però vietata ai fedeli. E anche quest'anno non si è trovato un accordo tra organizzazioni agricole e musulmani.