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Questo articolo è stato pubblicato il 02 ottobre 2010 alle ore 13:10.
Contrazione contenuta. È la sintesi del report ultimato da Gabetti in settimana in esclusiva per Casa & Case e seguito dalla presentazione giovedì scorso dei dati dell'agenzia del Territorio. In ordine di tempo gli ultimi due studi resi noti sul mercato. Secondo Guido Lodigiani, responsabile dell'ufficio studi Gabetti, il quadro immobiliare italiano è in assestamento. «Nel primo semestre 2010 il calo dei valori prosegue nelle metropoli (-2,4% nel primo semestre del 2010) – spiega Lodigiani –. Ma ci sono particolarità rilevanti.
Fra le metropoli, infatti, Roma e Milano hanno fatto registrare delle diminuzioni dei prezzi dimezzate rispetto alla media italiana, rispettivamente -1,3% e -1,1%, con numero di transazioni in sensibile aumento nel primo trimestre, rispettivamente a Roma +15,6% e a Milano +10,3 per cento.
Questo doppio elemento di contrazione ridotta dei valori e buona ripresa delle transazioni, può essere letto come segnale di miglioramento della situazione nelle due metropoli guida del mercato. «Hanno tenuto discretamente le zone semicentrali servite – continua Lodigiani –, in confronto a quelle periferiche e dell'hinterland, dove si è confermato un eccesso di offerta di nuovo, anche in pronta consegna».
Ma che livello hanno raggiunto le quotazioni? Nei capoluoghi la flessione dei prezzi è stata in media dell'1,7 per cento. Con i capoluoghi di provincia del nord (-1%) che sono andati meglio di quelli del sud e isole (-2,6%). Nel centro Italia la diminuzione è stata nell'ordine dell'1,8 per cento. Tra le prime dieci città per dimensione spiccano Torino e Napoli, dove le quotazioni sono diminuite dello 0,4%, dopo un secondo semestre del 2009 che ha segnato una contrazione dei prezzi dello 0,2% per il capoluogo piemontese e dell'1,5% per quello campano. La peggior perfomance spetta a Bologna, che dopo aver registrato nel secondo semestre 2009 una situazione di stabilità, ha visto prezzi in discesa del 5,9 per cento. A Bari le quotazioni sono scese nei primi sei mesi del 2010 del 5,5 per cento.
Mentre alcuni segmenti di acquirenti, come i piccoli investitori, si sono riaffacciati prudentemente sul mercato nel corso dell'anno, per altre componenti di domanda, come le giovani coppie e i cittadini stranieri, la situazione rimane invece problematica.







