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Economia Aziende

Da 11 anni un'azienda sarda attende l'allacciamento dell'acqua

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Questo articolo è stato pubblicato il 13 febbraio 2011 alle ore 17:05.

Sassari - Undici anni per un allaccio idrico che ancora non arriva. Eravamo nello scorso millennio quando l'impresa edile Inted srl che opera nell'area industriale di Cargeghe, a due passi da Sassari, ha chiesto con decine di raccomandate e centinaia di telefonate prima al Comune e poi al gestore unico del servizio idrico, Abbanoa spa, di essere collegata alla rete per sviluppare la propria impresa. Niente. Acqua sì, ma in bocca.
"Siamo disperati – dichiara al Sole-24 Ore il titolare della Inted, Roberto Sassu – e non sappiamo più cosa fare.

Per la crisi, abbiamo diversificato la nostra attività. Oltre all'edilizia facciamo anche componenti in rame e per questo, con un investimento di 1,5 milioni, abbiamo acquistato un nuovo impianto che consuma 100mila metri cubi di acqua all'anno. Finora ci siamo arrangiati con qualche pozzo e con le autobotti ma andare avanti così, ora non è più possibile".

L'ultima risposta da Abbanoa, Inted l'ha ricevuta il 26 gennaio: "…non sarà possibile fornirvi il servizio in quanto le condotte presenti non sono collegate a nessun acquedotto dal quale attingere la risorsa…vi comunichiamo che la vostra richiesta è stata sospesa in attesa dei lavori di collegamento delle condotte al sistema idrico di Muros (un paese attaccato a Cargeghe ndr). Tali lavori ci risultano in fase di espletamento di appalto…".

Insomma il classico scaricabarile all'italiana in cui l'unico dato certo è che l'acqua non arriva e, come scrive testualmente l'impresa nella lettera spedita al Governatore della Regione Ugo Cappellacci, alla stessa Abbanoa e al Sole-24 Ore, "rimaniamo sbalorditi da questa risposta arrivata con 11 anni di ritardo ma purtroppo ci vediamo costretti a bloccare gli investimenti in corso che non possono prescindere dall'utilizzo dell'acqua e a licenziare parte del personale". I dipendenti sono 28 e 10 sono ora a rischio di licenziamento.

Il sindaco di Cargeghe, Franco Spada, che ha ricevuto per conoscenza la lettera giovedì scorso, in realtà non ha perso tempo e domani, lunedì 14 febbraio, mentre gli innamorati festeggeranno, spedirà all'assessorato alla regione Sardegna e ad Abbanoa una missiva che di messaggi amorosi conterrà ben poco. "Non è possibile che il gestore risponda in questo modo e blocchi gli investimenti – spiega il sindaco al Sole-24 Ore – ma c'è di peggio. Ho contezza di alcuni casi in cui imprese che avrebbero voluto insediarsi nell'area industriale hanno rinunciato perché Abbanoa non rispondeva neppure alla richiesta di allacci o si sono viste le domande accolte quando ormai era troppo tardi ed erano già state costrette a desistere".

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Tags Correlati: Abbanoa | Enel | Franco Spada | Inted | Italia | Prodotti e servizi | Roberto Sassu | Ugo Cappellacci

 

Abbanoa è stata creata dal 2005 ma la lettera parla di 11 anni di ritardi: il Comune, che fino a quel momento gestiva il servizio idrico, non ha alcuna responsabilità? "Certo – risponde onestamente Spada, eletto il 28 maggio 2006 – ed infatti per alcuni anni abbiamo perfino pagato il servizio idrico ad alcune imprese a causa dei nostri ritardi nella dotazione delle infrastrutture. In realtà noi stessi eravamo vittima di un ritardo: quello dell'Enel, che ci ha fatto attendere anni prima di potenziare la cabina per il sollevamento dell'acqua da immettere nelle condutture, dopo che a nostre spese avevamo aperto un pozzo".

Di ritardo in ritardo sono passati 11 anni, Forse altro tempo passerà mentre le imprese saranno costrette a rinunciare a insediarsi o ad assumere personale in una regione in cui la crisi morde più che altrove in Italia. Ai danni si aggiunge la beffa: "abba noa" in sardo vuol dire "acqua nostra". Ma di condiviso, in questa storia, ci sono solo i ritardi burocratici a danno dell'economia.

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