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Questo articolo è stato pubblicato il 06 marzo 2012 alle ore 06:45.

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FIORANO MODENESE
Ha 42 anni di storia alle spalle ma ha il brio innovativo di una start-up. La System di Fiorano Modenese (Modena) ha un solo ingrediente chiave in tutte le ricette dei suoi macchinari, «la ricerca intesa come soluzione innovativa a problemi concreti», premette Franco Stefani, fondatore e presidente del marchio che campeggia in tutte le aziende ceramiche del pianeta. Ma che si occupa di meccanica strumentale e automazione industriale ad ampio raggio nelle sei business unit, dalle macchine per piastrelle alla logistica, dalla fotonica al packaging. Ed è in quest'ultimo segmento che sta facendo notizia l'ultimo rivoluzionario marchingegno appena presentato da System all'appuntamento milanese di Ipack-Ima, Freebox. A vederlo, una grande fotocopiatrice di 28 mq che partendo da fogli di cartone piano, confeziona e stampa scatole su misura dai 15 ai 60 centimetri (4.800 modelli diversi) in tempo reale, senza scarti, tagliando i costi di oltre il 70% e l'utilizzo di materia prima anche del 40% rispetto alla classica scatola americana preassemblata.
Uno scatolificio hi-tech su misura di ogni azienda e di ogni esigenza (costerà 300mila euro chiavi in mano), in grado di lavorare al ritmo di sei scatole al minuto imballando prodotti di qualsiasi forma, compresa stampa in mono o quadricromia, pronti così da spedire. «Una soluzione pensata per le imprese del nuovo millennio che lavorano con l'e-commerce», spiega Stefani, self made man classe 1945, pluripremiato per le sue doti di innovatore (come Lamina, la tecnologia per produrre la lastra ceramica più grande e sottile al mondo) e ancora oggi alla guida del suo team di 30 ricercatori. In un gruppo che dà lavoro a 800 persone in Italia e 400 all'estero con un giro d'affari 2011 di 280 milioni di euro (+16% in un anno), per oltre l'80% legato ai mercati internazionali e di cui un 6% l'anno viene destinato a R&S.
«Punto ai 300 milioni di euro di business quest'anno», azzarda il presidente, oltre 300 brevetti alle spalle con cui ha potuto non curarsi della concorrenza asiatica e affacciarsi fin dagli anni Settanta ai due estremi del globo. Le 500 manifestazioni di interesse raccolte in pochi giorni da Freebox sono il viatico più allettante per questa "ri-evoluzione" del packaging che in sè racchiuda ben quattro brevetti chiave, senza antecedenti, come hanno appena confermato da Usa e Germania. «Oggi fare manifattura in Italia non ha più senso», sbotta però Stefani, amareggiato dalla «mancanza di ospitalità politica, sindacale e bancaria di questo Paese, cui mi ostino a dedicare la mia passione e a offrire posti di lavoro». Perché secondo l'imprenditore modenese la manodopera italiana, ed emiliana in particolare, non ha pari oltreconfine (l'azienda ha due sedi produttive in Spagna e Cina e opera in 25 Paesi), tanto da averla preservata da tagli e ammortizzatori anche nel terribile 2009, anno in cui il fatturato System è crollato da 270 a 199 milioni.
Stefani riceve settimanalmente proposte di investitori che vogliono acquistare la sua multinazionale tascabile, ma non molla: «Questa azienda è il mio campo da golf in cui giocare e qui voglio continuare a divertirmi almeno fino ai 90 anni», conclude.
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