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Questo articolo è stato pubblicato il 08 marzo 2012 alle ore 06:48.

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Ultimo round milanese per i tre saggi che stanno sondando la base in vista della successione alla presidenza di Confindustria. Una lunga lista di appuntamenti che si sono conclusi ieri sera proprio con i due candidati: Giorgio Squinzi è stato chiamato all'ultimo momento dai saggi (al termine non ha rilasciato dichiarazioni), dopo che avevano ascoltato a lungo, più di un'ora, Alberto Bombassei, previsto in calendario. «Ci vediamo il 22 marzo in giunta», ha detto uscendo Bombassei, esplicitando alla domanda dei giornalisti se sarebbe arrivato al voto: «Ci mancherebbe», ha risposto.
Chi è uscito in silenzio dalla sede di Confindustria Lombardia, chi invece ha reso pubbliche le proprie intenzioni di voto. Ha deciso di appoggiare Giorgio Squinzi il presidente di Federmeccanica, Pierluigi Ceccardi, pur precisando che il suo voto è «strettamente personale». Ceccardi, come ha spiegato, è in giunta "di diritto", in quanto presidente della Federazione. Parlando con i saggi, a nome di Federmeccanica, Ceccardi, come ha dichiarato all'uscita, non ha espresso preferenze, ma ha rappresentato le proposte e le esigenze del mondo metalmeccanico perché siano tenute in considerazione dal futuro presidente, visto il peso del settore. Federmeccanica, ha spiegato il presidente, non dispone di voti, né all'assemblea né in giunta, ad eccezione del presidente medesimo.
Pur riconoscendo «la caratura morale e i meriti imprenditoriali» del candidato Alberto Bombassei, oggi vice presidente di Confindustria per i rapporti sindacali ed ex presidente proprio di Federmeccanica, Ceccardi ha deciso per Squinzi. E ha ribattuto alle prese di posizione dell'ad di Fiat, Sergio Marchionne, a favore di Bombassei: «Il mio rispetto per lui è enorme, ma non vota, perché Fiat non è un membro di Confindustria, ne è uscita. In Italia ognuno può esprimere la propria opinione, purché lo faccia nel rispetto degli altri».
Un sì a Squinzi è arrivato anche da Anima, la Federazione della meccanica varia, come ha riferito il presidente, Sandro Bonomi, dopo il colloquio con i saggi. «Con Bombassei condividiamo l'appartenenza allo stesso settore e l'urgenza di concretizzare una serie di cambiamenti, ma la scelta cade su Squinzi per il suo programma, l'approccio di impresa il carattere imprenditoriale, particolarmente vicino a quello dei nostri associati».
Per Squinzi anche Maurizio Marchesini, che in qualità di vice presidente dell'Ucina (costruttori macchine automatiche per confezionamento e imballaggio) ha indicato questa preferenza ai saggi, prendendo le distanze dalle parole pronunciate martedi da Giancarlo Losma, presidente di Ucimu e Federmacchine, a favore di Bombassei. «Federmacchine è la federazione cui apparteniamo. Nulla da dire su Ucimu, ma nel direttivo di fine febbraio le associazioni federate esprimevano equivalenza tra i candidati, tale esternazione non rispecchia la posizione di Ucina e di altre associazioni federate». Tra le posizioni di ieri, anche Confindustria Umbria, come ha detto il presidente, Umbro Bernandini, si è schierata per il numero uno della Mapei e vice presidente di Confindustria per l'Europa.
A sostenere Bombassei ieri si è schierata l'Unione industriali di Torino: il presidente, Gianfranco Carbonato, ha riferito ai saggi della posizione all'unanimità del consiglio direttivo. Per il vice presidente di Confindustria per i rapporti sindacali e presidente della Brembo si è espresso anche Bruno Di Stasio, presidente dei Piccoli imprenditori di Torino: «A me interessa soprattutto il manifatturiero, Confindustria ha fatto molto ma non basta, sono per la discontinuità. Avessimo cavalcato il caso Fiat sull'articolo 18 forse avremmo un passo ulteriore», ha detto Di Stato. Mentre la Piccola del Piemonte, come ha precisato il presidente, Ernesto Abbona, si esprimerà sulla presidenza confederale il 20 marzo.
Infine è arrivata nel pomeriggio una nota di Confindustria Veneto, dopo le parole di Ettore Riello, ex numero uno di Anima: Riello si è dichiarato a favore di Squinzi, stupito della posizione del presidente regionale Tomat: «So che molte territoriali - ha detto - erano per l'astensione». Nella nota Tomat conferma la presa di posizione a favore di Bombassei da parte delle associazioni territoriali «frutto di un dibattito e sostenuta in una lettera».
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LA PROCEDURA

Le date simbolo
Il 22 marzo, una volta concluso l'iter delle consultazioni, i tre saggi nominati a gennaio sottoporranno alla Giunta di Confindustria una o più indicazioni dei candidati emersi e il parlamentino di viale dell'Astronomia voterà a scrutinio segreto designando così il nuovo presidente degli industriali
Il 19 aprile, in occasione di una riunione straordinaria della Giunta, il presidente designato presenterà la squadra dei vicepresidenti e il programma di attività per il primo biennio di lavoro.
L'elezione vera e propria, tuttavia, avverrà durante l'assemblea privata del 23 maggio, mentre per il debutto pubblico del nuovo presidente di Confindustria occorrerà attendere il 24 maggio quando si terrà l'assemblea pubblica