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Questo articolo è stato pubblicato il 14 marzo 2012 alle ore 06:43.

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TORINO
Il giorno dopo la riapertura del dialogo sulla Torino-Lione, gli enti locali hanno iniziato ieri a ragionare sulla destinazione del tesoretto "compensazioni".
Da una parte la Provincia di Torino che pensa di far confluire i fondi nella più ampia cornice del proprio piano strategico. Un programma faraonico d'interventi (stimato in 1,3 miliardi) che, fra 2008 e 2009, la giunta Saitta aveva messo insieme raccogliendo i desiderata di Valsusa e Valsangone.
Dall'altra, la Regione. Che chiede di nuovo alla Provincia di ritarare il piano sull'oggi, cercando di dare un ordine di priorità. Le compensazioni, infatti, dovranno essere linkate all'opera principale (in questo caso, il tunnel di base e la stazione di Susa), essere utilizzate sui territori dove ci saranno effettivamente i cantieri e contenere i lavori ambientali previsti dalla Via. La strada indicata dal Governatore Cota per garantire ricadute di larga scala è quella del pressing istituzionale sul fronte di sgravi fiscali, riduzione dell'Imu o della benzina, nella cornice della legge regionale sulla Démarche Grand Chantier.
Il tesoretto delle compensazioni ammonta, ad oggi, a 135 milioni, pari al 5% dei 2,7 miliardi, che deve coprire l'Italia sul progetto transnazionale in versione “low-cost”. A questi si aggiungono 300 milioni (di cui 200 coperti dallo Stato e il resto dalla Regione) e destinati all'attivazione della metropolitana di valle sulla linea storica. Soldi che, però, potrebbero essere utilizzati anche per altro. Visto che, notizia di questi giorni, la Corte dei Conti ha chiarito che lo stanziamento (inserito in legge obiettivo) non può essere impiegato per l'acquisto di materiale rotabile (somma a cui si pensava di destinare 80 milioni), ma solo per la realizzazione di infrastrutture.
«Ciò che chiederemo – spiega l'assessore ai Trasporti della Regione, Barbara Bonino – è che parte dei fondi compensativi vengano anticipati alla Valle, per permettere ricadute immediate, senza attendere il tunnel di base. Così come valuteremo come spendere gli 80 milioni fino ad oggi pensati per l'acquisto di treni, tenendo anche conto che comunque sulla Torino-Bardonecchia già da giugno iniziaranno a circolare convogli rimessi a nuovo, per effetto di una clausola sul contratto regionale di Trenitalia. Per il resto, sarà il territorio a dover dimostrare, grazie al dialogo, di saper fare lobby». E fra tutti c'è già chi lancia candidature. «Il nostro comune – spiega Renzo Pinard, sindaco di Chiomonte – acquisirà presto dall'Iren alcuni fabbricati, in prossimità del cantiere della Maddalena, che potrebbero essere la sede ideale per il presidio dell'Istituto Superiore di Sanità, ipotizzato ieri da Cota come centro per il monitoraggio permanente della sicurezza sulla salute durante i cantieri».
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