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Questo articolo è stato pubblicato il 08 agosto 2013 alle ore 20:20.

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La battaglia per l’acqua

pubblicato l’anno scorso indicava una maggiore probabilità di un eventuale uso dell’acqua come strumento di guerra o di terrorismo nel prossimo decennio in alcune regioni. L’InterAction Council, costituito da trenta ex capi di stato o di governo, ha lanciato un appello per un’azione urgente finalizzata a prevenire il fallimento di alcuni paesi che si trovano a dover contrastare la scarsità d’acqua. Il Dipartimento di Stato degli USA da parte sua ha definito il problema dell’acqua comeuna delle principali questioni della politica estera statunitense.

In molti paesi, l’accesso inadeguato all’acqua potabile sta limitando sempre di più la possibilità di decidere dove costruire nuove infrastrutture manifatturiere e impianti energetici. La Banca Mondiale ha stimato che questi limiti stanno costando alla Cina . Ciò nonostante la Cina non rientra ancora nella categoria dei paesi con difficoltà di risorse idriche. I paesi che fanno invece parte di questa categoria, e che vanno dalla Corea del Sud all’India e dall’Egitto ad Israele, stanno pagando un prezzo ancor più alto per i loro problemi legati all’acqua.

Questi paesi sanno che l’acqua è una fonte rinnovabile ma limitata. La capacità naturale di rifornimento dell’acqua è infatti fissa e ha un limite di circa 200.000 chilometri cubici utilizzabili a livello mondiale sulle risorse di acqua fresca. Ma dal 1970 la popolazione è quasi raddoppiata, mentre l’economia globale è cresciuta ancor più rapidamente.

L’aumento significativo della domanda idrica non è stata incoraggiata solo dalla crescita economica e demografica, o dall’aumento della produzione di energia, della manifattura e dei prodotti alimentari, ma anche dal fatto che la popolazione globale sta ingrassando. L’indice di massa corporea (IMC) degli esseri umani ha iniziato ad aumentare dopo la Seconda Guerra Mondiale, e in modo particolare negli anni ’80, mentre negli ultimi trent’anni è raddoppiata.

Un maggior numero di cittadini in sovrappeso richiede maggiori risorse naturali, e in particolar modo più acqua ed energia. La questione quindi non riguarda solo il numero delle bocche da sfamare, ma anche quanto grasso in eccesso c’è nel nostro pianeta. pubblicata nella rivista scientifica britannica BMC Public Health, ad esempio, ha scoperto che se il resto del mondo avesse lo stesso indice di massa corporea degli Stati Uniti, ciò equivarrebbe ad aggiungere circa un miliardo di persone alla popolazione globale, peggiorando significativamente la scarsità delle risorse idriche.

Dato che l’era dell’acqua abbondante e a basso costo è stata rimpiazzata da limiti sempre più ampi sulla fornitura e la qualità dell’acqua, molti investitori stanno iniziando a considerare l’acqua come il nuovo petrolio. L’aumento drammatico dell’industria dell’acqua in bottiglia dagli anni ’90 conferma il processo di commercializzazione della risorsa più importante del mondo. Inoltre, non solo la scarsità d’acqua continuerà probabilmente ad aumentare e ad espandersi, ma i consumatori si troveranno anche a dover pagare di più per le loro riserve d’acqua.

Questo doppio smacco può essere attenuato solo da un processo innovativo di gestione e conservazione dell’acqua e sviluppando delle fonti di fornitura non tradizionali. Come nei settori del gas e del petrolio, in cui l’individuazione di fonti non tradizionali come l’argillite e il catrame si è rivelata fondamentale, anche il settore dell’acqua dovrebbe adottare tutte le opzioni non tradizionali compreso il riciclaggio dell’acqua di scarico e la desalinizzazione delle acque oceaniche e salmastre.

In sintesi, dobbiamo focalizzarci sui problemi di fornitura dell’acqua come se la nostra vita dipendesse da questo. E in effetti è proprio così.

Traduzione di Marzia Pecorari

Brahma Chellaney, professore di studi strategici presso il Center for Policy Research a New Delhi, è l’autore di Asian Juggernaut, Water: Asia’s New Battleground, and Water, Peace, and War: Confronting the Global Water Crisis.

Copyright: Project Syndicate, 2013.

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