Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 06 settembre 2013 alle ore 16:16.


NEW YORK – Mentre il Congresso americano prende in considerazione l’idea di autorizzare l’intervento militare dell’America in Siria, i suoi membri dovrebbe tenere a mente questa realtà: se da un lato il presidente siriano Bashar Al-Assad ha ripetutamente utilizzato la violenza estrema per detenere il potere, gli Stati Uniti – e altri governi in Medio Oriente e in Europa – hanno la loro parte di responsabilità nell’aver trasformato la Siria in un campo di morte.

Questi governi, guidati dagli Usa, hanno esplicitamente cercato il rovesciamento violento di Assad. Senza il loro coinvolgimento, il regime di Assad sarebbe quasi certamente rimasto repressivo; con il loro coinvolgimento, la Siria è diventata un luogo di morte e di distruzione di massa. Oltre 100.000 persone hanno perso la vita e molti tesori archeologici e culturali del mondo sono stati demoliti.

La guerra civile in Siria è avvenuta in due fasi. La prima, da gennaio 2011 a marzo 2012, è stata per lo più un affare interno. Quando la Primavera araba è scoppiata in Tunisia e in Egitto nel gennaio 2011, ha colpito anche la Siria. Oltre alle usuali rimostranze dettate per la brutalità del regime, i siriani pativano una massiccia siccità e l’impennata dei prezzi dei generi alimentari.

Le proteste si sono trasformate in una ribellione militare quando parti dell’esercito siriano si sono staccate dal regime e hanno dato vita all’Esercito siriano libero. La vicina Turchia è stata probabilmente il primo Paese esterno a sostenere la ribellione sul campo, offrendo protezione alle forze ribelli lungo il confine con la Siria. Malgrado l’escalation di violenza, il numero delle vittime toccava le migliaia, e non decine di migliaia.

La seconda fase è iniziata quando gli Usa hanno aiutato a organizzare un ampio gruppo di paesi a sostenere la ribellione. A un meeting di ministri degli esteri tenutosi a Istanbul il 1 aprile 2012, gli Usa e altri paesi hanno garantito supporto logistico e finanziario attivo per l’Esercito siriano libero. Fatto più importante, l’allora segretario di Stato Hillary Clinton dichiarò:

Questa dichiarazione aperta, senza nessun chiaro mezzo per raggiungere l’obiettivo annunciato, ha fatto molto per alimentare l’escalation militare e il crescente numero di morti in Siria, spingendo ripetutamente gli Usa a difendere la propria credibilità contro una decisa presa di posizione che avrebbe dovuto essere evitata.

Allora come oggi, gli Usa dichiarano di parlare nell’interesse della popolazione siriana. Ne dubito fortemente. Gli Usa vedono la Siria principalmente attraverso la lente dell’Iran, cercando di deporre Assad allo scopo di privare i leader iraniani di un importante alleato nella regione, di un alleato che confina con Israele. L’azione guidata dagli Usa in Siria meglio si comprende come proxy war o guerra per procura con l’Iran, una strategia ciclica che ha contribuito alla massiccia escalation di violenza.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi