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Finanza e Mercati Obbligazioni

Berlino non riesce a vendere tutti i bond. Il mercato cerca (oggi) i maggiori rendimenti di Lisbona

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Questo articolo è stato pubblicato il 01 dicembre 2010 alle ore 12:45.

Oggi la tensione sugli spread dei titoli dei paesi periferici è un po' scemata. Ieri la differenza tra il rendimento del BTp e il Bund era andata oltre i 200 basis points (2%): un record da quando esiste l'euro. In mattinata, però, gli spread si sono un chiusi dando un po' di respiro al mercato del reddito fisso.

L'asta dei Bobl tedeschi...
Così, gli occhi degli investitori erano quest'oggi puntati su due importanti eventi. In primis, l'asta governativa tedesca. Su questo fronte le cose non sono andate benissimo: i titoli di stato a cinque anni (Bobl) hanno ricevuto richieste minori rispetto all'offerta. Un segnale di come anche il mercato del debito tedesco, considerato il "safe haven" dei governativi, non sia al riparo da tensioni. Sul primario Berlino ha "battuto all'asta" 5 miliardi di euro di controvalore in titoli, ricevendo una domanda per soli 4,55 miliardi. In conclusione, il governo ha collocato Bobl per un controvalore di 4,13 miliardi, con scadenza il 9 ottobre 2015 al tasso medio dell'1,73%. A ben vedere, non si tratta del primo evento di questo tipo: la scorsa settimana anche i più tradizionali Bund a 10 anni avevano ricevuto accoglienza un po' tiepida.

...e quella dei bond portoghesi
L'altro evento atteso, sempre sul reddito fisso, era l'incanto in quel di Lisbona, soprattutto dopo che S&P's ha messo sotto osservazione il suo rating sovrano con un "negative watch". Il Portogallo doveva collocare 500 milioni in titoli di stato a 12 mesi. A differenza che in Germania, qui la domanda è stata pari a 2,5 volte l'offerta, a fronte di un bid-to-cover-ratio dell'1,8% in novembre. Quale il motivo di questo interesse? Evidentemente il rendimento dei bond che è stato alzato al 5,28%, dal precedente 4,81 per cento. Nel complesso l'asta é stata giudicata un successo sia in termini di domanda, superiore alle attese, che di rendimenti: alcuni esperti temevano un balzo dello yield fino al 5,6 per cento.

Al di là di quest'ultima considerazione particolare, quali conclusioni si possono trarre dal confronto dei due dati: solo un aumento dell'appetito al rischio o l'ulteriore segnale di una crisi che si sta allargando? «Si tratta di una scelta degli investitori - risponde Angelo Drusiani, esperto obbligazionario di Albertini Syz-. Comprare la Germania adesso, con questi rendimenti, è poco conveniente. Ci può ben stare che gli operatori cerchino più rendimento. Sono due eventi che, a tutt'oggi, non indicano un ulteriore peggioramento della situazione».

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